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Strategie di scelta ed euristiche

Gli individui sviluppano vere e proprie strategie per prendere decisioni. I ricercatori hanno individuato diverse classi di strategie:

1) Strategie compensatorie 
in base alle quali gli individui scelgono l'opzione con un valore tale da poter compensare tutte le altre rinunce, esprimono il principio fondamentale della teoria standard della decisione ossia la massimizzazione dell'utilità attesa. Quindi si valuta l’attrattività, l’utilità di ogni dimensione.
A loro volta si distinguono in:
a) Regola congiuntiva  --> il decisore stabilisce livelli minimi di accettabilità per ognuna delle dimensioni rilevanti. Se un’opzione non eguaglia o supera i livello di accettabilità di tutte le dimensioni, viene rifiutata.
b) Regola disgiuntiva  --> processo simile alla regola congiuntiva ma vengono accettate opzioni che eguagliano/superano i livelli di accettabilità relativamente ai singoli attributi e non per tutto l'insieme.
c) Regola lessicografica  --> si ordinano le dimensioni su scala decrescente e si sceglie in base a questa
d) Regola di eliminazione per aspetti  --> fissati livelli minimi di accettabilità per ogni attributo che devono anche essere ordinati per importanza. Partendo da primo attributo, questo deve pareggiare o superare livello accettabilità di tutte le dimensioni allora si passa ad analisi del secondo criterio.
b) Regole basate sul calcolo della differenza di utilità:vengono considerate le differenze di attributi fra le diverse opzioni

2) Strategie non compensatorie
implicano un minore sforzo cognitivo. Non garantiscono scelta ottimale, ma per un decisore di razionalità limitata, sono scelte soddisfacenti.
Si utilizzano le "euristiche" cioè strategie inferenziali, “scorciatoie cognitive” che consentono di ridurre complessità del contesto decisionale, per prendere decisioni più semplicemente e rapidamente.
Le euristiche non permettono di giungere a risultato ottimale, ma consentono cmq di ottenere risposte sufficientemente buone.
Il problema è che tale semplificazione può portare a distorsioni e errori.
Le euristiche in si dividono in:
a) Euristica della disponibilità (1973): porta a studiare la probabilità di un evento sulla base della facilità con cui si ricordano i casi in cui tale evento si è verificato (disoccupati tendono a sovrastimare tasso disoccupazione; chi ha impiego sottostima il tasso).
b) Euristica della rappresentatività (1972): porta a valutare la probabilità di un evento in base al grado in cui quell'evento è rappresentativo della fonte dalla quale deriva o che lo produce.

Entrambe le teorie sono indispensabili perché la teoria standard della scelta contribuisce a delineare comportamento razionale, le teorie descrittive colgono i processi reali alla base delle decisioni.
Tenere conto che nelle scelte influiscono anche: vissuti emotivi, pregiudizi.
I Maximizer --> puntano a compiere miglior scelta
I Satisficer --> mirano a scelta soddisfacente
di Priscilla Cavalieri
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