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Metodi delle neuroscienze: strumenti di rilevazione strutturali e funzionali

Relativamente allo studio dell'SNC (Sistema Nervoso Centrale), è solo nel XIX secolo che vengono messe a punto le prime tecnologie di rilevazione dell'attività elettrica su soggetti in vita: nel 1929 Berger ideò una tecnologia che registrava l'attività elettrica cerebrale dallo scalpo cioè l'elettroencefalogramma.
Attualmente la ricerca si occupa di "brain imaging" o "neuroimaging" cioè metodiche che forniscono immagini piuttosto precise della struttura profonda dell'SNC e del suo regime funzionale.
Gli strumenti di visualizzazione e registrazione dell'attività encefalografica si distinguono per due criteri:
1. visualizzazione statica VS visualizzazione funzionale
2. registrazione diretta VS registrazione indiretta
Alcuni strumenti come la risonanza magnetica nucleare sono in grado di visualizzare staticamente le strutture dell’SNC, mettendo in evidenza strutture e lesioni.
Altri strumenti visualizzano l’attività funzionale dell’SNC: la risonanza magnetica funzionale o la tomografia a emissione di positroni (PET) che permettono una visualizzazione indiretta che misura le variazioni del flusso ematico (del sangue) durante le attività.
Le tecniche di registrazione funzionale dirette invece, registrano direttamente l’attività neuronale, come l’EEG (elettroencefalogramma) e la MEG (magnetoencefalogramma), in grado di mettere in luce l’attività elettromagnetica di popolazioni cellulari.
Le tecniche di visualizzazione funzionale dell’attività cerebrale più usate sono:
- risonanza magnetica funzionale (fMRI)  --> come la PET non misura direttamente l’attività cerebrale, ma le risposte emodinamiche (valore sanguigno, flusso cerebrale, ossigenazione tessuti) che accompagnano l'aumento di attività neuronale.
In un tipico esempio di fMRI, il sogg è sdraiato con la testa nel magnete  e svolge un compito; attraverso le varie registrazioni di immagini funzionali è possibile rilevare le aree in una data finestra temporale ove si rileva una differenza significativa di segnale. Sovrapponendo qst aree ad un0immagine statica, è possibile ottenere immagini in grado di evidenziare aree attive e ipo attive in relazione a specifici compiti.
- tomografia ad emissione di positroni (PET)  --> metodo di visualizzazione indiretta dell’attività cerebrale, capace di misurare le variazioni del flusso ematico durante vari compiti.

di Priscilla Cavalieri
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