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Delocalizzazione degli spazi e rapporti istantanei nella tecnopolitica



Mentre le nuove tecnologie sembrano restituire dignità allo spazio urbano, in realtà lo dissolvono. Nel web vicino e lontano si fondono, e la parola chiave diventa delocalizzazione; diverse città convivono e si sovrappongono, la tecnologia ne rivela sfaccettature che prima erano inconoscibili o irraggiungibili per gli stessi abitanti. La città virtuale ha bisogno dei suoi spazi, istituzionali e non, dove le nuove tecnologie diventano strumento di socialità e alfabetizzazione (come gli electronic café, dove i frequentatori fisici si affiancano a quelli virtuali) non solo astratta. L’insieme delle tecnologie ridefinisce lo stesso spazio urbano: tutto si lega all’idea di spostamento, di mobilità, anche se la nuova mobilità elettronica cancella il bisogno di quella fisica. Si parla di fine del territorio giacobino, delimitato nel suo spazio fisico e nei suoi spazi e gestito da un unico centro: si sostituiscono invece una serie di reti, che seguono i diversi territori (che però non coincidono con il territorio politico). Nel territorio elettronico i rapporti divengono istantanei, in uno spazio senza distanza e senza tempo.

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