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Pubblicità in Italia. Carosello nel 1957


Il 3 febbraio 1957 cominciò la trasmissione Carosello: la pubblicità diveniva una sorta di spettacolo, in un assurdo meccanismo che: obbligava i pubblicitari ad anteporre allo spot vero e proprio, il cosiddetto “codino” di 35’’, uno spettacolo di 100’’ in cui era vietato qualunque cenno o allusione al prodotto; non riutilizzare la parte spettacolare prendendone una nuova per ogni passaggio; sottostare alla censura del Sacis. La formula si dimostrò vincente sul piano spettacolare, determinando la crisi degli altri mezzi e costringendo le agenzie ad adeguarsi al mezzo, ma perdente su quello pubblicitario ed economico, i cui risvolti negativi si possono notare ancora oggi. Gli italiani ne furono però sedotti, e le battute ed i personaggi entrarono nel linguaggio e nell’immaginario comune. I filmati trasmessi da Carosello possono essere classificati in due grandi filoni: i film d’animazione, che a loro volta ci possono distinguere in cartoni animati e “passo uno”, e i film dal vivo. Tra i personaggi creati dai film d’animazione ricordiamo Jo Condor e il Gigante amico (Ferrero), Calimero e l’olandesina (Mira Lanza), Topo Gigio (Pavesi), Pippo (Lines), Caballero e Carmencita (Lavazza).

Tratto da STORIA DELLA PUBBLICITÀ IN ITALIA di Mario Turco
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