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Aspetti evolutivi della colpa

Aspetti evolutivi della colpa


L’emergere dell’emozione della colpa sembra essere strettamente legato alla capacita empatica del bambino di riconoscere e comprendere i segnali emotivi delle altre persone immedesimandosi nella loro condizione, alla capacità di riconoscersi responsabile della sofferenza altrui e alla comprensione delle norme morali. Con il crescere dell’età, infatti, egli affina la sua capacità empatica e la colpa via via non viene provata solamente per la paura di essere punito dall’autorità (genitori o insegnanti), ma anche e soprattutto in relazione alla propria responsabilità nella sofferenza provocata all’altro. Il dispiacere empatico che si prova per la sofferenza altrui si trasforma in vero e proprio senso di colpa nel momento in cui il bambino comprende di essere la causa di tale sofferenza.
Un altro fenomeno collegato alla nascita dell’emozione della colpa nei bambini sembra essere quello dell’ansia da separazione o da esclusione, ovvero la paura di essere rifiutati dalle persone più care e quindi il timore dell’abbandono e della perdita dei legami più significativi. Molto precocemente, infatti, il bambino è in grado di provare senso di colpa per aver fatto arrabbiare la mamma.
Nel corso dello sviluppo, l’emozione della colpa si modifica in relazione allo sviluppo cognitivo e sociale. Il bambino prova l’emozione di colpa non solamente in seguito a qualcosa che è stato compiuto o a un danno causato a un’altra persona, ma anche prevedendo che se si comporta in un certo modo può causare la sofferenza di qualcun altro. Inoltre, crescendo, egli non si sente più in colpa solo quando dice una bugia, rompe qualcosa o ruba un gioco a un bambino facendolo piangere, ma anche se non aiuta qualcuno in difficoltà, se non mantiene una promessa o non persegue i propri obiettivi.
Mentre i bambini si sentono in colpa per lo più perché sono consapevoli di avere recato un danno ad altri, gli adolescenti si sentono in colpa soprattutto per aver trasgredito le norme morali e comportamentali interiorizzate.
Nello sviluppo dell’emozione della colpa, come anche per le altre emozioni sociali e morali, giocano un ruolo determinante la cultura e lo stile educativo familiare.
Sembra, infatti, che vi siano tecniche educative che più facilmente di altre attivano nel bambino il senso di colpa. Si tratta di stili educativi basati principalmente sul rimprovero, sulla minaccia, sulla proibizione o sulla punizione attraverso il cosiddetto ritiro dell’affetto Tali tecniche sono per lo più volte a sviluppare nel bambino un orientamento morale di tipo esterno, ovvero basato sull’effetto che il suo comportamento provoca sul genitore stesso.
Un uso eccessivo ed esclusivo ditali modalità educative può causare nel bambino un alto livello di ansia e di paura di perdere l’affetto dei propri genitori, lasciando in secondo piano il valore regolatore ed etico delle norme e delle regole comportamentali sociali. Al contrario, un modello educativo basato sul ragionamento, sulla comprensione, sulla riflessione delle conseguenze delle proprie azioni e sulla compartecipazione empatica con la vittima promuove un senso di colpa che porta al desiderio di riparazione e di risarcimento per il danno causato, promuovendo un orientamento morale di tipo interno.
Un’ultima questione riguarda la relazione fra sviluppo della colpa e ruolo della cultura.
Le culture in cui domina il vissuto della colpa sono prevalentemente quelle occidentali, definite individualiste, ovvero caratterizzate dal fatto che massimo valore viene attribuito al singolo individuo che sviluppa il Sé indipendente Per gli individui appartenenti a tali culture, la responsabilità nei confronti degli eventi è localizzata all’interno del soggetto, che ha interiorizzato le regole e le norme morali e sociali. Le emozioni sono, dunque, considerate come esperienze dell’individuo in quanto tale che, pur condividendole con altri, le vive come esperienze essenzialmente soggettive. All’interno di queste culture prevale l’emozione della colpa, vissuta come responsabilità individuale della sofferenza causata da azioni o comportamenti inappropriati o scorretti.
Di contro, le culture orientali, che sono fondamentalmente collettiviste e all’interno delle quali si sviluppa il cosiddetto Sé interdipendente, considerano centrale il ruolo del gruppo più che del singolo individuo, e il Sé di ogni persona è definito dalla posizione che occupa all’interno della struttura sociale allargata. In queste culture, dunque, prevale l’emozione della vergogna, in quanto risposta alla consapevolezza di avere fallito alle aspettative del gruppo di appartenenza. In questo caso, la responsabilità del soggetto viene associata al giudizio esterno a ciò che il gruppo la comunità la società ritiene sia giusto o corretto.

Tratto da ADOLESCENZA E COMPITI DI SVILUPPO di Anna Bosetti
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