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La vocazione dialogica e l’antropologia come traduzione

L’antropologia deve praticare una cultura dell’ascolto, un atteggiamento intellettuale che mette l’antropologo in condizione di intendere la voce degli altri. Il carattere dialogico dell’antropologia consente a due universi culturali più o meno distanti tra loro di trovare uno spazio di incontro comune.
La ricerca di un punto di riferimento comune non si scontra solo con il problema costituito dalle diversità linguistiche, ma anche e soprattutto con il senso che le parole rivestono all’interno di codici comunicativi diversi. Ciò equivale a riconoscere che fare antropologia significa dedicarsi, in ultima analisi, a un lavoro di traduzione, soprattutto di tipo concettuale.
di Anna Bosetti
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