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Urbano V e dimora papale a Roma


Urbano V è il primo a prender dimora in Vaticano invece che in Laterano, per sicurezza. Poi torna ad Avignone. Gregorio XI invece torna a Roma. I cardinali in conclave a roma, assediati dalla folla, ricevon richieste di un papa romano: eleggono Bartolomeo prignano, Urbano VI, che voleva una riforma per una vita meno mondana dei cardinali. Questi però dichiaran nulla l’elezione di Urbano ed eleggono Clemente 7°, che riporta la sede ad Avignone. Urbano crea un nuovo collegio. I suoi principi rispondono con il grande scisma d’occidente (1378-1417). Emergono nuove dottrine eretiche. John Wyclif sostiene che la chiesa non è mediatrice di salvezza, negando il valore dei sacramenti. 2 chiese e 2 papi disorientano il credente. W è bruciato. A livello ortodosso si diffondono invece per risolvere lo scisma idee conciliari, sostenute da persone come Giovanni Gerson. Dal 1378 abbiamo 2 obbedienze, una romana e una avignonese, cui le nazioni europee aderivano alternativamente. Nel 1409 un concilio a Pisa elegge un nuovo papa, Alessandro V: abbiamo 3 papi. Il suo successore, Giovanni 23°, ottiene l’appoggio dell' imperatore Sigismondo di Lussemburgo e convoca un nuovo concilio a costanza, annunciato via lettera da Sigismondo.

di Dario Gemini
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