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La formazione scolastica contro il fenomeno mafioso


Alla base di un serio progetto di intervento pedagogico all'interno delle strutture di formazione scolastica, capace di promuovere fattori di destrutturazione forte  della cultura mafiosa, è necessario collocarsi in una capacità interpretativa circa le interconnessioni che legano lo sviluppo della personalità dell'alunno alla biografia sociale del territorio nel quale si sono verificati e si verificano i momenti della sua socializzazione primaria e secondaria.  La lotta all'analfabetismo condotta nell'Italia post – unitaria ha avuto senz'altro il merito di gettare le basi per l'istruzione di massa ma non ha per nulla rimosso il fenomeno mafioso, considerando allora la mafia come un'associazione a delinquere ignorante o comunque dotata di strumenti nettamente inferiori a quelli avanzati dalla pedagogia post – unitaria, cosa che in realtà non era così.
È pur tuttavia vero che la lotta all'analfabetismo è fondamentale, laddove si intende per analfabetismo la persistenza di modelli di cultura e di sociabilità non sovrapponibili a quelli provenienti dal macrolivello statale attraverso le strutture educative nazionali. Una lotta, dunque, che deve prendere la forma di un lavoro formativo che intervenga sui fatti propri dello sviluppo della personalità, sul sistema delle relazioni sociali e sui valori interni dei gruppi criminali.

Tratto da STORIA DELLA PEDAGOGIA di Gherardo Fabretti
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