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Iter diagnostico per la schizofrenia


L’iter diagnostico ha lo scopo di formulare una diagnosi di tipo categoriale che consiste nell’identificare a quale categoria diagnostica appartiene il disturbo del soggetto, facendo riferimento a sistemi classificatori internazionali (DSM IV e ICD10). L’inquadramento diagnostico categoriale consentirà al clinico di fare previsioni prognostiche e di decidere la terapia di base. Il passo successivo sarà quello di individuare lo stadio evolutivo.
Ad ogni stadio corrispondono prospettive prognostiche diverse e differenti devono essere gli obiettivi della cura: nel caso di un primo episodio acuto o sub-acuto, dovrà porsi l’obiettivo di ottenere una remissione completa con restituito ad integrum, nel caso di una esacerbazione quello di un ritorno alle condizioni precedenti alla riacutizzazione, nel caso di una poussè evolutiva si deve cercare di limitare i danni provocati dalla comparsa dei sintomi nuovi, talvolta ricorrendo a terapie combinate e molto aggressive.Per una ulteriore individuazione del trattamento (terapie complementari, scelta del neurolettico), si dovrà tenere conto anche della particolare pregnanza che nel caso specifico assumono alcune associazioni di sintomi.
Fare una diagnosi dimensionale significa identificare per ogni singolo caso clinico qual è il peso relativo che le singole dimensioni psicopatologiche assumono in quel caso. Il “peso” è dato dall’intensità, dall’interferenza e dalla durata dei sintomi che caratterizzano la dimensione.
L’approccio categoriale e quello dimensionale alla diagnosi sono complementari. Si tratta di due fasi successive di un medesimo processo finalizzato ad ottimizzare la cura del paziente.
Sarebbe più indicato parlare di processo diagnostico, caratterizzato da diverse fasi, per ciascuna delle quali si utilizzerà un sistema diagnostico differente.
Valutazione multi assiale secondo il DSM IV:
Asse I: disturbi clinici e altre condizioni che possono essere oggetto di attenzione clinica.
Asse II: disturbi di personalità e ritardo mentale.
Asse III: condizioni mediche generali.
Asse IV: problemi psicosociali e ambientali.
Asse V: valutazione globale del funzionamento.
Diagnosi di stadio evolutivo:
1° episodio: boufflè delirante allucinatoria acuta
fase di esacerbazione senza comparsa di sintomi nuovi
poussè evolutiva con comparsa di sintomi nuovi e aggravamento del difetto
fase di remissione totale o parziale.

Incidenza: colpisce l’1% circa della popolazione mondiale.
Insorgenza: si manifesta fra i 15 e i 45 anni di età in modo graduale o repentino, generando sintomi classicamente suddivisi in positivi e negativi.

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