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Sinesio vescovo di Cirene, 410




SINESIO. Nel 410 la comunità cristiana di Cirene elesse vescovo questo ricco e stimato laico che si era fatto notare per alcuni provvedimenti a favore della cittadinanza tartassata dalle tasse e dai predoni del deserto. Non era una novità che si eleggesse un laico ai più alti vertici del clero saltando tutta la gerarchia ma in questo caso l'anomalia era particolare perchè Sinesio non era manco cristiano, bensì pagano. Sinesio si mostrò molto disponibile e solerte nel venire incontro alle esigenze dei cittadini ma non era disposto a convertirsi.
Nel contesto di una produzione letteraria non di secondo piano, tra cui epistolari e scritti di vari argomenti filosofici, spiccano alcuni inni di argomento specificamente cristiano accanto ad altri di contenuto platonico, scritti secondo i canoni della metrica classica e nello stilizzato dialetto dorico letterario: vi troviamo l'esaltazione del Figlio della Vergine, l'adorazione dei Magi, la discesa di Cristo nell'Ade, la glorificazione della Trinità. L'aspetto più sorprendente di questi inni è che furono composti quasi tutti prima della conversione e dell'elezione episcopale, che dimostra come egli padroneggiasse già alcuni temi fondamentali della dottrina cristiana e di essere parecchio avanti nell'interpretazione cristiana del platonismo e in quella platonica del cristianesimo: la triade neoplatonica Uno – Nous – Anima del mondo coincideva con la Trinità cristiana. Egli è stato considerato un demichretien in senso positivo.

Tratto da LETTERATURA CRISTIANA ANTICA di Gherardo Fabretti
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