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Il concetto di spazio per il geografo

Il concetto di spazio per il geografo



Per il geografo, lo spazio implica l’estensione dell’area geografica e può essere inteso in senso sia assoluto che relativo. 

Lo spazio assoluto è oggettivamente e fisicamente definito, ha un’estensione misurabile e dei confini determinabili. In questo senso, lo spazio è fondamentale per i rapporti areali tra le caratteristiche fisiche o culturali sulla superficie terrestre ed è fondamentale per interessi geografici come la redazione di carte, l’analisi delle distribuzioni e la conduzione dell’analisi spaziale dei modelli ubicativi. 

 Lo spazio relativo è percepibile, ma non sempre oggettivamente determinabile; e comunque è variabile nel corso del tempo. In tale ottica, lo spazio relativo può essere visto come un prodotto sociale, che riflette le attività e le interrelazioni tra di esse. 

Per il geografo umano, i concetti di luogo e spazio vanno a braccetto. Se nel senso comune luogo è sinonimo di ubicazione, in geografia umana fa riferimento agli attributi e ai valori che ciascuno di noi associa a un’ubicazione. La nostra città e il nostro quartiere, l’università che frequentiamo e così via. Le caratteristiche e la cultura dei luoghi plasmano la vita e le opinioni di coloro che li abitano sulla base di modelli socioeconomici del mondo. I punti di vista, il comportamento normativo, le credenze religiose e culturali e lo stile di vita assimilati ed espressi da un americano buono, di classe media e di periferia sono senza dubbio molto diversi da giudizi, convenzioni culturali e aspettative di un giovane disoccupato residente a Bagdad o nei bassifondi del Cairo.
I geografi utilizzano il termine spaziale come un aggettivo essenziale nella formulazione dei loro quesiti e nella formazione dei concetti: la geografia è una scienza spaziale. Si occupa del comportamento spaziale dei popoli, dei rapporti spaziali che si osservano fra i luoghi della superficie terrestre e dei processi spaziali atti a creare o mantenere tali comportamenti e rapporti. La parola spaziale deriva da spazio e, per i geografi, comporta sempre l’idea del modo in cui gli elementi sono distribuiti, il modo in cui si verificano i movimenti e il modo in cui i processi agiscono su tutta o parte della superficie terrestre.
L’ubicazione, la direzione e la distanza rappresentano i modi in cui comunemente valutiamo lo spazio che ci circonda e identifichiamo la nostra posizione rispetto ad altri luoghi.
L’ubicazione dei luoghi e degli oggetti costituisce il punto di partenza di qualsiasi studio geografico, e anche di qualsiasi nostro personale movimento o azione.
L’ubicazione assoluta consiste nell’identificazione del luogo sulla base di un sistema preciso e riconosciuto di coordinate. Esistono molteplici sistemi riconosciuti per localizzare le posizioni. Uno di essi è il reticolato geografico di meridiani e paralleli, tramite il quale è possibile descrivere l’ubicazione assoluta di qualsiasi punto in termini di gradi, minuti e secondi di longitudine e latitudine.
L’ubicazione relativa è la posizione di un luogo in relazione a quella di altri luoghi o attività. Essa può avere implicazioni sociali ed economiche.
Per questi due modi diversi di considerare l’ubicazione, si opera una distinzione tra sito e situazione di un luogo.

Tratto da I CONCETTI CHIAVE DELLA GEOGRAFIA di Gabriella Galbiati
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