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Gli stati di fronte al processo di integrazione europea

Al fronte del ricompattarsi delle chiese di fronte ad obiettivi comuni e mettendo da parte antiche divisioni anche gli stati europei intendono perseguire analoghi obiettivi improntati a pace, giustizia e solidarietà. Ma per quanto riguarda il rapporto con le confessioni, presentano regimi giuridici spesso differenti che rendono difficile una reductio ad unum. Esistono diversi sistemi di relazione tra comunità politica e confessioni religiose:
paesi separatisti: la Francia nel 1905 si da un regime separatista tranne che in Alsazia e Mosella dove vige un regime concordatario, ma si tratta di un separatismo che consente nei tempi più recenti un buon adattamento per le scuole confessionali. Nei Paesi bassi c’è un regime separatista non sancito né in costituzione né in leggi ma che consente garanzie di libertà religiosa come conseguenza dell’attenzione alla dottrina dei diritti fondamentali dell’uomo. In Belgio la costituzione proibisce allo stato di intervenire negli affari interni delle chiese. In Svezia vige un regime di separazione tra stato e chiesa luterana. In Irlanda il diritto adotta un principio separatista garantendo in costituzione di non accordare sostegno finanziario ad alcun culto.
Paesi concordatari: Italia, Spagna, Portogallo, Austria
Paesi con chiese di stato, che cioè applicano il principio cuius regio, eius religio: in Finlandia (2 chiese di stato), Inghilterra, Scozia, Danimarca, Grecia

Stante una disciplina così differenziata nei diversi paesi europei, appare impervia la via verso un diritto ecclesiastico europeo, laddove esso voglia estendersi oltre la garanzia della libertà religiosa quale già oggi tutelata dall’art. 9 della convenzione dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Le stesse chiese vi si oppongono temendo che la normativa comune europea sul fenomeno religioso possa rovesciare l’equilibrio consacrato dalle legislazioni interne ai singoli paesi relativamente alla tutela dell’identità religiosa dei singoli culti e così compromettere la pace religiosa. Le chiese contribuiscono fortemente in alcuni paesi a definire l’identità nazionale.

di Filippo Amelotti
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