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La carta dei diritti fondamentali, il consiglio di Laeken e la convenzione

Altra significativa tappa di unificazione europea è la carta dei diritti fondamentali dell’UE. Varata dal vertice d Nizza del 2000, pur non avendo carattere vincolante per gli stati è un punto di riferimento per la giurisprudenza della corte di giustizia di Lussemburgo ed è oggi la parte seconda del progetto di costituzione europea. Dà ampio spazio alla libertà religiosa nei termini già accolti dalla dichiarazione dei diritti dell’uomo sia dalla Convenzione europea: l’art 10 tutela la libertà di pensiero, coscienza e religione specificando che include la libertà di cambiare religione o credo, manifestare la propria religione o credo individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato mediante il culto, l’insegnamento, le pratiche e l’osservazione dei riti. L’art 2 afferma che l’UE rispetta la diversità culturale, religiosa e linguistica ma nulla dice riguardo alle confessioni e al patrimonio religioso europeo.
Ciò solleva la protesta di Giovanni Paolo II che afferma di essere deluso per il fatto che non sia stato inserito nel testo della Carta nemmeno un riferimento a Dio.
Altra importante tappa è il consiglio europeo di Laeken che decide di convocare la convenzione sul futuro dell’Europa incaricandola di formulare specifiche proposte su 3 temi: avvicinare i cittadini al progetto europeo e alle istituzioni europee; strutturare la vita politica e lo spazio politico europeo in un’unione allargata; fare dell’unione un fattore di stabilizzazione e un punto di riferimento del nuovo ordine mondiale. I lavori della convenzione producono nel 2003 il progetto di costituzione europea.
La COMECE segue dall’inizio la questione e rende pubblica nel 2001 la dichiarazione “costruire la fiducia dei cittadini nel futuro dell’Europa. Oltre a ribadire la volontà delle chiese e comunità religiose di fornire uno specifico contributo, è sottolineato il ruolo di servizio con il quale gli episcopati intendono collaborare. Viene detto che le chiese salvaguardano gli aspetti essenziali delle fondamenta spirituali e religiose europee e si impegnano a servire la società e svolgono un ruolo importante per la promozione del rispetto reciproco, della partecipazione, della cittadinanza, del dialogo e della riconciliazione tra i popoli d’Europa. Il futuro allargamento dell’UE rende tale ruolo ancora più cruciale”.
Ad una simile disponibilità tuttavia non rispondono i negoziati europei riuniti a Laeken. Giovanni Paolo II protesta e stigmatizza la mancata valorizzazione delle confessioni religiose come un’ingiustizia e un errore.
di Filippo Amelotti
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