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L'etica delle industrie mediatiche

L'etica delle industrie mediatiche



Susanne Fengler, Holding the news media accountable: a study of media reporters anche media critics in the USA
Le industrie mediatiche cominciano a preoccuparsi dell’etica solo in tempo di crisi. Infatti, i codici etici, gli ombudsmen, i concili di stampa e le rassegne giornalistiche sono state create in periodi di grande perdita di fiducia del pubblico nei confronti del giornalismo.
Gli ombudsmen, gli autori delle rassegne giornalistiche e dei codici etici, così come i membri dei concili di stampa, possono essere descritti come sistemi di responsabilità mediatica.
Dato che i consumatori di prodotti mediali non prestano abbastanza attenzione alla qualità giornalistica, i comportamenti di auto-regolamentazione sono molto importanti in seno all’industria dei media; questo poiché il loro scopo principale è fornire un interesse di tipo pubblico.
Lo scopo della responsabilità dei media è di migliorare il servizio stesso dei media nel confronti della società, instaurare nuovamente la fiducia della popolazione nei media e proteggere la libertà di parola e di stampa, facendo in modo che i media ottengano l’autonomia necessaria per promuovere lo sviluppo della democrazia.
L’operato dei media può essere regolato dal media reporting e dal media criticism. Giornalisti specializzati, quindi, dovrebbero monitorare le notizie dei media e scrivere in maniera critica di queste per il pubblico. Tuttavia, i media non criticano chi lavora al proprio interno: è presente una forte solidarietà tra professionisti del settore.
Anche se, nell’ultimo periodo, quest’accusa di mancanza di criticità reciproca tra chi lavora nel giornalismo, non è più molto valida: negli USA, infatti, c’è stata una vera e propria esplosione del genere del media reporting e del media criticism.
I giornalisti che svolgono questa attività sono media reporters, media writers, media critics.
Intervista a media reporters e media critics:
Il numero di media reporters e media critics negli USA è molto piccolo. Alcuni di questi intervistati descrivono il loro compito come quello di aiutare lo sviluppo dell’industria dei media. Altri dicono di avere il compito di commentare le notizie sui media e la struttura dell’industria dei media, offrendo così critiche ed opinioni. Tutti i giornalisti intervistati dicono che stabilire una distanza professionale coi propri colleghi è molto difficile, dacché molti conoscevano già da prima i colleghi di cui
avrebbero dovuto scrivere. Gli intervistati hanno paura delle conseguenze del loro lavoro (ad es.: che un collega possa perdere il posto di lavoro o che diminuiscano le vendite ecc.).

Tratto da RESPONSABILITÀ DEI MEDIA di Marco Cappuccini
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