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La nascita dell’Olanda


1579: le 7 province settentrionali dei Paesi Bassi formano l’unione di Utrecht
1581 assumono il nome di Repubblica delle Province Unite in seguito mutato in Olanda, la provincia più importante. La Spagna non rinunciò però così presto a questi domini: combatté ancora molto per mare e per terra e solo nel 1648, alla fine della guerra dei 30anni giunse al riconoscimento ufficiale dell’indipendenza olandese. Verso la fine del XVI secolo l’Olanda era un paese emergente destinato a giocare un ruolo di primo piano nella vita storica europea ed extraeuropea. Fra la fine del 500 e la prima metà del 600 i tre elementi nella storia delle province unite che avrebbero addirittura contribuito a creare nella sensibilità intellettuale europea il mito d’Olanda furono:
1. Il modello politico istituzionale: dopo l’atto di rinuncia politico istituzionale di Filippo II nel 1581, la sovranità passò alla comunità delle province unite. Sul piano costituzionale formavano una federazione repubblicana con centralizzazione dei poteri militari e decentramento di quelli civili. Le scelte militari e internazionali; le scelte in materia di tassazione, di guerra e di pace erano condizionate dall’unanimità dei voti dei rappresentanti delle 7 province che avevano tutti lo stesso peso. La politica interna era invece affidata alle province. L’unione di Utrecht del 1579, il documento costituzionale di base della repubblica, stabiliva che ogni provincia doveva conservare privilegi, libertà, immunità particolari, diritti e statuti. Dopo l’atto di rinuncia di Filippo II, gli stati provinciali, che inviavano i loro delegati alle istituzioni centrali, furono i garanti dell’autonomia del territorio e assorbirono gran parte delle prerogative della sovranità, prima appartenenti al re cattolico. L’assemblea degli stati provinciali era composta da 2 corpi, quello ella nobiltà e quello elle città. Alla base di questo sistema istituzionale c’erano i consigli delle città con poteri locali enormi. Il vertice del sistema era rappresentato dallo STATOLDER che comandava l’esercito e presiedeva la federazione e dal gran pensionario, responsabile della politica interna ed estera. La prima carica fu per quasi un secolo monopolio della  famiglia d’Orange. Quello olandese non era un sistema democratico perché il potere dalla base al vertice erano monopolio di poche famigli aristocratiche. Tuttavia la vivacità del tessuto sociale, la presenza di ricche borghesie urbane, la partecipazione politica assai intensa nelle istituzioni rappresentative contribuirono a limitare il potere dello Statole e a far fallire i tentativi degli Orange di trasformare la repubblica in principato. L’originalità del sistema federativo olandese sta nel fatto che esso favorì la partecipazione diretta delle popolazioni alla vita politica del paese anche grazie alla pratica delle petizioni (=mezzo di comunicazione per chiunque volesse richiedere e ottenere qualcosa da un corpo amministrativo)
2. La potenza commerciale: questo paese a causa della scarsa produttività del suolo rispetto al fabbisogno reale della popolazione era “condannato al commercio”. a fine 500 l’Olanda aveva una flotta di 11000 navi
3. Sviluppo artistico e  culturale: in Olanda c’era una cultura, una sensibilità, uno spirito religioso (calvinista) tendenti a esaltare i valori del lavoro, del risparmio e della produttività. L’Olanda divenne l’isola della tolleranza.

Tratto da LE VIE DELLA MODERNITÀ di Filippo Amelotti
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