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Trattamento dell'artrosi


- Medico: antalgici, antiflogistici, decontratturanti
- Fisico: calore, massaggi, ginnastica funzionale
- Chirurgico: osteotomie, artrodesi, artroprotesi

Il trattamento dell’artrosi può essere medico, fisico e chirurgico a seconda degli stadi e delle nostre esigenze: nelle fasi iniziali dell’artrosi il trattamento può essere medico, significa che andiamo a trattarla a livello sintomatico, cioè agiamo direttamente sui sintomi, in realtà non siamo in grado di intervenire sulla malattia vera e propria nè tantomeno siamo in grado di poterla attenuare, quindi questo trattamento medico consiste in farmaci antidolorifici visto che abbiamo il dolore, antinfiammatori visto che l’artrosi si accompagna sempre a caratteristiche infiammatorie, e dal momento che il dolore provoca anche contratture muscolari potremmo somministrare farmaci decontratturanti.
Nel trattamento medico abbiamo anche le infiltrazioni per alcune tipi di articolazioni, con farmaci come l'acido ialuronico, costituente del liquido sinoviale che viene a ridursi nel soggetto con artrosi e che quindi può essere iniettato all’interno dell’articolazione
Trattamento fisico: il calore non può essere usato in caso di infiammazione acuta, quindi nelle fasi in cui la malattia è iperalgica, però di fatto abbiamo visto che la malattia artrosica ha dei periodi di remissione e altri di attenuazione e allora nei periodi di remissione ecco che può invece avere significato, quindi  viene usato in periodi in cui la malattia non da sintomatologia.
Inoltre abbiamo massaggi, ginnastica funzionale, e tutte le varie forme di ionoforesi.
Trattamento chirurgico: vi si ricorre quando ci troviamo di fronte a soggetti che hanno delle importanti deviazioni assiali e che quindi presupponiamo quasi certamente andranno incontro ad una artrosi secondaria, ad artrosi da sovraccarico; esempio un soggetto che ha un grave ginocchio varo o valgo all'età di 20-30 anni, può ricorrere a questo tipo di trattamento che è di fatto un trattamento preventivo, quello con le osteotomie che significa interruzione dell’osso ma anche che se ho un ginocchio varo lo vado praticamente a riallineare in maniera tale da ridistribuire i carichi equamente fra compartimento interno e compartimento esterno, quindi vado a fare una osteotomia che è un intervento di chirurgia preventiva, perché affrontiamo l’artrosi in fase assolutamente iniziale e adopero questo tipo di interventi per gli esiti che possono essere invece più gravi.
Quando invece l’artrosi è conclamata, vi è una degenerazione dell’articolazione, e determina quindi un grave dolore e una grave limitazione funzionale, abbiamo la possibilità di poterle andare a sostituire con le protesi; le articolazioni maggiormente sostituite sono soprattutto quelle del ginocchio, dell’anca e della spalla, ma di fatto oggi qualunque tipo di articolazione può essere sostituita, nel caso dell’artrosi anche quella interfalangea delle dita che sono spesso quelle più colpite, quindi questi sono gli interventi di artroprotesi.
In caso di artrosi particolarmente gravi e dolorose vi è l’Artrodesi, che significa fusione dell’articolazione e quindi blocco dell'articolazione, utilizzata esclusivamente dopo interventi di protesi andata male, costituendo quindi un salvataggio estremo.
Il vantaggio è che passa il dolore (quindi serve per bloccare il dolore), però lo svantaggio è che perdo completamente la mobilità.

Tratto da MALATTIE DELL'APPARATO LOCOMOTORE di Irene Mottareale
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