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La registrazione actigrafica


L’actigrafo è un piccolo strumento contenuto in  una scatola delle dimensioni di un orologio, che il paziente indossa al polso o alla caviglia. Rileva, tramite un oscillatore piezoelettrico, la quantità, il numero dei movimenti dell’arto e l’ampiezza di ciascuno di essi per 24 ore. La quantità rilevata dall’oscillatore viene memorizzata tramite un microprocessore e con software appositi di siglatura tradotta in actigramma, ovvero una rappresentazione grafica della quantità di movimento in funzione del tempo trascorso. Per essere interpretabile la registrazione actigrafica va sempre abbinata alla compilazione del diario del sonno (per capire se il paziente sta a letto fermo, se si è tolto l’actigrafo, se dorme). La registrazione continua dell’attività motoria permette di distinguere l’alternanza tra veglia e sonno con accuratezza dell’85% (correlazioni pari a 0.85 con le registrazioni poligrafiche standard).
Appositi software calcolano gli stessi parametri rilevabili con diario (TTS, TBT, WASO).
La registrazione actigrafica è indicata per la diagnosi differenziale tra diversi tipi di insonnia (insonnia soggettiva) e per la valutazione dei disturbi del ritmo. E’ anche utile per lo studio dei disturbi circadiani del sonno, ma non è indicata nella diagnosi di routine dell’insonnia.

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