Skip to content

Scopo della progettazione sociale


Lo scopo del progetto è quello di sviluppare identificazioni, dare spinte motivazionali.
Ciascun professionista tende a sviluppare una sorta di microprogetto nella relazione duale con il cliente: interpreta il bisogno, definisce il problema, pone obiettivi di intervento, definisce tempi e metodi e modalità di verifica dello stesso. I passaggi legati alla presa in carico del caso, possono svilupparsi in modo “solitario”, soprattutto se il professionista è lo psicologo. Alcune professioni sociali come quella dell’educatore sono meno individualiste, ma le professioni socialmente considerate “forti” sono quelle che derivano da modelli di relazione di aiuto di tipo duale.
La complessità dei problemi cui si cerca di dare risposta, richiede spesso la collaborazione di più saperi. L’appartenenza professionale rappresenta un forte collante e, contemporaneamente, un fattore di differenziazione interna alle singole equipe dei servizi. E’ in funzione dell’intervento sul singolo caso che più operatori di uno stesso servizio, o di altri servizi, si coordinano.
Spesso a livello centrale esistono dei fondi finalizzati ad alcuni tipi di intervento (leggi sulle tossicodipendenze, prevenzione del disagio minorile, imprenditorialità giovanile, pari opportunità). Queste risorse finanziarie rappresentano uno stimolo enorme: enti, organizzazioni, amministrazioni pubbliche tentano di raggiungere obiettivi preesistenti o creano strutture ad hoc per gestire nuovi progetti di intervento.
A volte anche la presenza di scarsi finanziamenti è un fattore di riuscita, perché abbassa il livello di competizione sulle risorse economiche e aumenta la garanzia che coloro che collaborano al progetto non abbiano una motivazione intrinseca.
L’ente erogatore del finanziamento ha anche funzione di controllo, cioè verifica che il progetto si realizzi e che le risorse economiche a disposizione non si disperdano in altre attività che non sono inerenti il progetto stesso.
Nel sociale i progetti vengono quasi sempre realizzati grazie all’interazione, alle intese e al coordinamento di una rete di organizzazioni pubbliche, private e del privato sociale.
Accanto al lavoro sul singolo caso, si svolgono una serie di attività rivolte a gruppi, ad altre organizzazioni, a singoli quartieri o all’intera popolazione.
L’elemento di difficoltà consiste nel fatto che le diverse organizzazioni del sociale sono spesso enormemente diverse tra loro per struttura organizzativa, dimensioni, settore, mission, logiche e culture organizzative, valori e codici linguistici, e si differenziano anche in funzione del livello di istituzionalizzazione da cui sono caratterizzate.
Si possono distinguere organizzazioni a legami deboli e organizzazioni a legami forti.
Le reti interorganizzative presenti nell’area sociale sono prevalentemente o tendenzialmente caratterizzate da legami deboli.

Valuta questi appunti:

Continua a leggere:

Dettagli appunto:

Altri appunti correlati:

Per approfondire questo argomento, consulta le Tesi:

Puoi scaricare gratuitamente questo appunto in versione integrale.