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Priming percettivo


Priming percettivo: effetto di materiale presentato in precedenza su stimoli target in cui il segnale di richiamo è di tipo percettivo.

Un tipico compito di priming percettivo è il completamento di radici di parole (vengono presentate le prime 3 lettere di una parola, che potrebbero essere associate a diverse parole) in parte già presentate in parte nuove. Tutte le prove di priming vengono dissociate dalla memoria dichiarativa.

Il priming percettivo viene considerata un meccanismo presemantico (indipendente dal fatto che sul materiale precedente venga fatta una elaborazione semantica complessa e profonda oppure anche solo percettiva). È inoltre modalità sensoriale-specifico. Un'altra dissociazione può essere fatta tra priming percettivo e memoria episodica. I soggetti più giovani tendono ad avere una prestazione molto migliore nel caso della memoria dichiarativa, ma a non avere un effetto così eclatante nel compito di completamento di parole. L'aspetto temporale influenza molto la memoria dichiarativa ma non l'effetto di priming. Anche nella fase evolutiva c'è un miglioramento nella memoria dichiarativa ma non nel priming. Dunque il priming è un tipo di fenomeno di apprendimento molto poco sensibile al passare dell'età, laddove invece la memoria dichiarativa è molto sensibile agli effetti dell'età. Un aspetto importante è l'aver cercato di comprendere il meccanismo di base del priming. Perché c'è questa facilitazione? Vari studi hanno dimostrato l'effetto della soppressione della ripetizione --> a livello neurale quando si ha una seconda presentazione si ha un'attivazione minore rispetto alla prima ripetizione. In un compito vengono presentate delle figure e dopo un certo tempo vengono presentate in parte le stesse figure, in parte figure nuove, in parte varianti ripeto alle figure già presentate (es un ombrello con un colore un po' diverso rispetto alla prima ripetizione -- > se si confrontano le risposte emodinamiche (BOLD) a questi 3 stimoli, la risposta allo stimolo nuovo è la risposta massima, mentre la risposta minima si ha per gli stimoli identici, la risposta allo stimolo quasi uguale è una via di mezzo tra le dei risposte. Nel giro fusiforme di sinistra si hanno queste 3 risposte, mentre in quello di destra non si ha la risposta per gli stimoli quasi uguali --> è stato interpretato come conseguenza del fatto che la parte sinistra è più astratta, quella di destra è invece più legata al percetto. Quello che si è osservato è che la soppressione della ripetizione nelle aree frontali ventrolaterali e mediali occipitotemporali può essere associata da una parte al fatto che vengono richieste minori risorse dall'altra al fatto che l'elaborazione dopo un'altra elaborazione deve essere più precisa. Ipotesi (riguardi a questa seconda cosa): il fatto di ripetere lo stesso stimolo rende la risposta neurale più specifica, cioè i neuroni specifici per quello stimolo rispondono uguale alla seconda ripetizione (continuano a rispondere in modo intenso), mentre quelli che avevano risposto un po' ma non troppo nella prima ripetizione, nella seconda non rispondono affatto (i neuroni meno specifici smettono di rispondere) --> risposta neurale globale ridotta, ma prestazione più veloce e accurata.

Tratto da PSICOLOGIA FISIOLOGICA di Mariasole Genovesi
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