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Aeroporti comunitari: aeroporto coordinato

Aeroporto coordinato vuol dire aeroporto in cui, per atterrare o decollare, è necessario per un vettore aereo o un altro operatore di aeromobili aver ottenuto l’assegnazione di una banda oraria da parte di un coordinatore. Prima di decidere se coordinare o meno, uno Stato membro effettua un’analisi delle carenze di capacità dello stesso, considerando anche i vincoli di tutela ambientale e la possibilità di costruire nuove infrastrutture e modificare quelle esistenti. Per uno o più aeroporti coordinati viene obbligatoriamente nominato da ciascun Stato membro una persona fisica o giuridica a cui viene assegnato il ruolo di coordinatore, che ha i seguenti obblighi: partecipazione alle conferenze internazionali per il coordinamento degli orari a livello mondiale, assegnazione degli slots, controllo costante sul loro corretto utilizzo da parte dei vettori, mettere a disposizione delle parti interessate tutta una serie di informazioni riguardanti le bande orarie richieste, assegnate e ancora disponibili. Deve agire in modo imparziale, non discriminatorio e trasparente, deve essere indipendente, implicando che debba sussiste una separazione funzionale del coordinatore da qualsiasi parte interessata: da noi prima era Alitalia, che di sicuro non era imparziale, mentre oggi è Assoclearance. Il coordinatore viene assistito da un comitato di coordinamento, di obbligatoria costituzione negli aeroporti coordinati, con funzioni di consulenza a favore del coordinatore e dello Stato membro e di mediazione tra le parti interessate nel caso di reclami; ne fanno parte i vettori aerei utenti regolare dell’aeroporto, l’ente di gestione aeroportuale, le autorità di controllo del traffico aereo e i rappresentanti del settore dell’aviazione generale che usano lo scalo.
di Elisabetta Pintus
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