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Aggiornamento del codice alla moderna realtà socio-culturale: l. 86/90 delitti di pubblici ufficiali contro la Pubblica Amministrazione

Con tale legge si riforma il quadro dei suddetti reati tutelando il buon andamento e l’imparzialità della P.A. e non più il suo “prestigio”.
La legge riforma nei seguenti punti:
a. riformula le definizioni di “pubblico ufficiale” e di “incaricato di pubblico servizio”;
b. elimina le figure di reato nelle quali più alto era il rischio di controlli “paralizzanti” della magistratura sul merito delle scelte dei pubblici amministratori;
c. ristruttura le fattispecie dell’istigazione alla corruzione, dell’abuso d’ufficio e dell’omissione di atti d’ufficio:
- istigazione alla corruzione era lasciata alla regolamentazione del tentativo, ma per combattere il fenomeno è stata introdotta esplicitamente tale fattispecie autonoma;
- abuso d’ufficio era originariamente previsto come clausola aperta posta a chiusura del sistema (“ogni fatto compiuto abusando dei poteri” era reato); oggi è stato vincolato ai requisiti di violazione di legge o regolamento e al conseguente vantaggio patrimoniale ingiusto o ingiusto danno arrecato;
- omissione di atti d’ufficio viene divisa in due casi: il ritardo e l’omissione di atti; e tali reati sussistono soltanto in relazione ad atti riguardanti casi di giustizia, sicurezza, ordine pubblico, igiene e sanità quando non sussiste legittimo impedimento al loro compimento;
d. configura nuove figure di reato:
- malversazione a danno dello Stato, dove il soggetto attivo è un estraneo alla pubblica amministrazione e la condotta consiste nel non destinare alle finalità per le quali sono stati concessi, contributi, sovvenzioni o finanziamenti dello Stato, di enti pubblici o della C.E. attribuiti per lo svolgimento di opere di pubblico interesse;
- corruzione in atti giudiziari, è un’ipotesi particolare di corruzione per atto d’ufficio che si distingue per la particolarità del patto corruttivo: favorire o danneggiare una parte in un processo civile, penale o amministrativo;
abroga i delitti di oltraggio a pubblico ufficiale e a pubblico impiegato (l. 205/99).
di Stefano Civitelli
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