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Alterazioni anatomo-patologiche del cadavere con lesioni da energia termica

Nel cadavere non si riscontrano alterazioni anatomo-patologiche; a livello dei singoli apparati, ad eccezione dei casi di carbonizzazione massiva, è possibile riscontrare le seguenti alterazioni:
a. capo: fratture craniche da scoppio per espansione dei gas prodottisi all’interno della scatola cranica, retrazioni meningee e formazione di raccolte di sangue nello spazio epidurale;
b. sistema nervoso centrale: spesso sono osservabili edema cerebrale, microascessi cerebrali o vere e proprie meningiti;
c. apparato respiratorio: presenza di edema laringeo, tracheobronchiti, edema polmonare;
d. cuore e muscoli: aspetto a “carne lessa”;
e. fegato: possibile presenza di focolai necrotici;
f. sangue: è spesso coagulato e di colore scuro;
g. reni: può presentare necrosi tubulare aggravata dall’ischemia renale;
h. apparato gastroenterico: possibile presenza di erosioni multiple o di ulcere;
i. ghiandole endocrine: la tiroide e le surreali mostrano spesso segni di iperfunzione come aumento di peso e di volume e ipervascolarizzazione;
j. apparato osteoarticolare: sono frequenti fratture ossee determinate in parte dalla retrazione dei muscoli e in parte dalla maggiore friabilità dell’osso.
Assume ovviamente un grande interesse medico legale stabilire se la carbonizzazione sia avvenuta in vita o dopo la morte.
Notevole significato viene attribuito alla presenza di fuliggine nelle vie aeree o la concentrazione di ossido di carbonio nel sangue.
Anche il riscontro di embolie adipose può essere indice di vitalità al momento dell’ustione poiché le rivela la sussistenza del circolo ematico al momento della produzione di emboli ad opera del calore;

di Stefano Civitelli
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