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Anna Freud


• i bambini piccoli non sono analizzabili: l'Io è debole e non ancora sviluppato per gestire le interpretazioni profonde del conflitto pulsionale (essendo l'Io poco sviluppato non si possono fare interpretazioni profonde sull'odio che il bambino può provare verso i genitori o verso il fratello minore), l'approccio consigliato dunque è più di tipo pedagogico --> l'analisi deve combinarsi con aspetti educativi per rafforzare il Super-io e per evitare il transfert negativo

• Nell'adulto il transfert consiste nel trasferire sull'analista sentimenti e fantasie infantili legate ai genitori, così che il conflitto edipico si manifesta nella nevrosi di traslazione. Nei bambini il transfert così concettualizzato non si può verificare, perché il bambino è ancora dipendente dai genitori e “la vecchia edizione non è ancora esaurita” (cioè il conflitto edipico è ancora in corso)

• Super-Io: si sviluppa in seguito all'Edipo, che si svolge intorno ai 4 anni (in continuità a ciò che diceva Freud). Lei dice che prima dello sviluppo del super-Io il bambino teme l'autorità reale del genitori, quindi ciò che dice realmente il genitore. Poi con l'Edipo, una volta interiorizzato il super-Io, il bambino teme i rimproveri del super-Io, che però non sono equivalenti del tutto all'autorità genitoriale reale. Inoltre per Anna Freud l'introiezione dei divieti dei genitori e il costituirsi dell'autorità interna, è alla base del Super-Io, annunciano l'avvicinarsi del periodo di latenza. Comunque il super-Io è molto debole o inesistente nel bambino.

Tratto da PSICOLOGIA DINAMICA di Mariasole Genovesi
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