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Appello principale ed incidentale nel processo penale

L’appello principale, qualora sia ammissibile, determina il dovere del giudice di secondo grado di riesaminare il fatto nei limiti dei punti ai quali si riferiscono i motivi proposti.
Una volta che una parte abbia proposto appello principale, le altre parti, che erano legittimate ad impugnare ma non lo hanno fatto, hanno la possibilità di proporre il c.d. appello incidentale entro 15 giorni dalla comunicazione o dalla notificazione dell’appello principale.
La funzione dell’appello incidentale è quella di integrare il contraddittorio nel giudizio d’appello; si vuole consentire all’appellante incidentale di sottoporre al giudice una tesi alternativa sullo stesso tema oggetto di controllo a seguito dell’appello principale.
Pertanto si ritiene che oggetto di appello incidentale debbano essere gli stessi capi censurati nell’appello principale.
Chiunque sia la parte che ha proposto l’appello incidentale, la sorte di questo segue quella dell’appello principale: l’appello incidentale perde efficacia in caso di inammissibilità dell’appello principale o di rinuncia allo stesso.
Occorre sottolineare che l’appello incidentale proposto dal Pubblico Ministero (e da lui soltanto) fa cadere il divieto di riformare negativamente per l’imputato la sentenza di primo grado, nei casi in cui l’appello principale è stato proposto dall’imputato (e da lui soltanto).
Si ritiene che un effetto del genere sia dovuto alla finalità di disincentivare le impugnazioni meramente dilatorie dell’imputato.

di Stefano Civitelli
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