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Approccio funzionalista allo sviluppo emotivo

Approccio funzionalista  --> sottolinea il ruolo delle emozioni nella regolazione dei rapporti fra organismo e ambiente. Secondo questo approccio tutte le emozioni fondamentali sono presenti alla nascita ed autonome, le caratteristiche espressive sono intrinseche. Le emozioni vengono intese come sistemi di azione che spingono a soddisfare bisogni che hanno un significato adattivo e hanno il compito di regolare i processi psicologici interni e i comportamenti sociali interpersonali. Le emozioni di base sono distinte da altre forme istintuali. Si hanno le famiglie di emozioni che concettualizzano le emozioni in relazione al ruolo che svolgono.
Primo periodo: reazioni emotive presenti alla nascita, il sistema edonico sollecita il sistema gustativo, il trasalimento protegge da stimoli troppo forti e intensi.
Secondo periodo: 2 mesi – un anno, compare il sorriso sociale selettivo e non selettivo, si riconosce il caregiver e a 8 – 9 mesi si ha paura dell’estraneo.
Terzo periodo: 1 – 3 anni, compaiono le emozioni complesse che hanno origine da una forma di auto riflessione e richiedono auto consapevolezza che consenta di valutare il proprio sé, sono dipendenti dalla cultura dalle aspettative e dalle norme.
Scaffolding = rispondere in modo appropriato ai segnali del piccolo.
Teoria dell’attaccamento --> Bowlby ha riconsiderato il modo di concepire il legame che si stabilisce tra madre e bambino e il suo manifestarsi in situazioni di separazione. L’attaccamento è definito dall’autore come una predisposizione biologica del piccolo verso la persona che gli assicura la sopravvivenza prendendosi cura di lui, e la definisce come una motivazione intrinseca primaria. L’attaccamento è diviso in fasi:
Prima fase: 2 mesi; comportamenti di segnalazione ed avvicinamento verso qualunque persona, i comportamenti hanno la funzione biologica di assicurare benessere.
Seconda fase: 3 – 6/8 mesi; comunicazioni dirette verso una o più persone discriminate, si orienta verso figure familiari, soprattutto quella che si prende cura di lui.
Terza fare: 6 mesi – 2 anni; segnali di mantenimento della vicinanza con la persona discriminata, si ha contatto preferenziale con la figura di attaccamento, ansia da separazione.
Quarta fase: 2 anni in poi; relazione basata sul raggiungimento di scopi, i comportamenti sono intenzionali, il riferimento è ancora la madre ma si aggiungono altre figure, dopo i 4 anni si hanno pattern relazionali più complessi.
L’attaccamento ha anche diverse tipologie:
Pattern A, attaccamento insicuro evitante: figura di attaccamento insensibile ai loro segnali, rifiutante sul contatto fisico, in assenza della madre si è indifferenti perché non si ha fiducia in lei.
Pattern B, attaccamento sicuro: madre sensibile ai segnali di sconforto e di disagio, risponde alle richieste, in situazioni di pericolo hanno sicurezza interna perché si fidano della madre, separati dalla madre hanno segni di sconforto ma sono consolati da lei quando ritorna.
Pattern C, attaccamento insicuro ansioso ambivalente: madre dalle risposte imprevedibili, i bambini non la usano come base sicura, durante la separazione appaiono disagiati e al suo ritorno prima le si avvicinano ma poi si allontanano, hanno atteggiamenti aggressivi o lunghe lamentele
Pattern D, attaccamento insicuro disorganizzato: fallimento nella costruzione del legame con la madre, il bambino è incapace di comportamenti coerenti verso la figura di attaccamento, potrebbe essere il precursore di problemi comportamentali.
di Adriana Morganti
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