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Architettura dell'Informazione - Correlazioni tra gli elementi

Spesso ci si concentra nell’IA sulla tassonomia (dimensione verticale). Ma c’è una dimensione orizzontale importante: il rapporto tra elementi che pur appartenendo a categorie diverse o distanti hanno un correlazione di tipo logico-semantico (similitudine-vicinanza). In ogni progetto di IA ci sono 2 dimensioni: a)un asse verticale che rappresenta le relazioni gerarchiche tra gli elementi di un sistema e stabilisce a quali categorie appartengono; b) un asse orizzontale che raffigura relazioni di contiguità semantica tra elementi appartenenti a categorie differenti o distanti. Come si realizza tale relazione orizzontale? Con metadati di vario tipo, algoritmi, vocabolari controllati o thesauri. La relazione si può anche stabilire manualmente con collegamenti ad hoc. Anche la linguistica parla di relazioni paradigmatiche (i rapporti che legano ogni unità realizzata nell’enunciato con tutte le unità che avrebbero potuto figurare in quella posizione nell'enunciato) e sintagmatiche (i rapporti che ogni unità linguistica di un enunciato intrattiene con unità limitrofe e da cui è variamente condizionata). L’orlando furioso e pulp fiction sono esempi di circolarità dell’informazione. Circolarità dell’informazione: l’insieme delle correlazioni logico-semantiche tra gli elementi di un collezione o tra questi e quelli di altre collezioni fisiche o digitali, stabilite sfruttando l’asse sintagmatico (orizzontale) di una IA. Fornire così all’utente continui spunti di navigazione, favorendo raccolta delle bacche e profumo dell'informazione. Molte opere sono concepite secondo il paradigma della circolarità. L’Orlando furioso di Ronconi ci fornisce un modello di information seeking behavior = comportamento dell’uomo nell’atto della ricerca di informazioni e beni.
In un negozio l’asse verticale potrebbe essere la suddivisione degli oggetti in scaffali, quello orizzontale la correlazione tra prodotti di scaffali diversi ad esempio della stessa marca: appartengono all’asse orizzontale i percorsi tematici, i percorsi per abbinamento (ti suggeriamo di..), i prodotti consigliati o più venduti. Occorre evolvere da un concetto di design come progettazione di singoli artefatti o interfacce a un logica di design come pianificazione/organizzazione di processi e interazioni, all’interno della quale la persona abbia un ruolo attivo. Nel web si trovan strategie progettuali diffuse, come: modelli di classificazione alternativi come quello a faccette; classificazioni sociali (come top view, correlazioni prodotti..); personalizzazione sulla base della navigazione; tagging collaborativi. Perché non applicarle anche ai negozi fisici? La classificazione a faccette è vantaggiosa perché si presta bene al meccanismo delle correlazioni: non facilita il wayfinding solo a monte, ma garantisce trovabilità anche a valle, esplicitando per ogni item le faccette di appartenenza. L’opera di Ronconi suggerisce un'interconnessione non solo interna all’opera, ma anche con opere esterne.  Sia il Furioso che Pulp fiction si collegano a varie opere. Questi aspetti possiamo collegarli a fenomeni del web o del software come i widget, i mash-up, il tentativo di superare i file system gerarchici. Ancora più interessanti sono le idee di interconnessioni mondo fisico-digitale. Potremmo ad es. creare dal sito del negozio la lista desiderata, quindi essere riconosciuti al negozio. Il sito nella migliore delle ipotesi potrebbe interagire col negozio!!!

di Dario Gemini
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