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Aver cura del corpo

Se prendiamo sul serio la prospettiva della cura, e in particolare il suo essere pratica scegliamo di parlare di corpi prima che di persone o di soggetti sottolineando la dimensione più materiale della pratica educativa.
La dimensione corporea aiuta a stare a contatto con la concretezza della pratica educativa. Aver cura dell’educazione è, tra le altre cose, aver cura dei corpi e delle loro interazioni in uno spazio e in un tempo particolare.
Consideriamo il corpo come ciò attraverso cui da subito conosciamo noi stessi e il mondo ma anche come ciò che ha dei limiti materiali dei confini e che quindi circoscrive il nostro raggio d’azione delimita la possibilità di realizzare i nostri desideri ma anche di conoscere il mondo Il corpo e visto come l’origine del nostro sentire desiderare e comprendere ma anche il principio delle nostre frustrazioni.
Il modo con cui guardiamo qualcosa dà una collocazione, costruisce ciò che vediamo attraverso quel sentire quell’immaginare quel pensare che subito si mettono in moto nell’ incontro con ciò che guardiamo. Lo sguardo fa il corpo: da subito lo percepisce all’interno di una serie di sensazioni, emozioni e rappresentazioni. Guardare in un certo modo è già agire in un certo modo; è trattare il corpo — proprio ed altrui — in un certo modo.
Ogni corpo occupa un volume nello spazio ed è delimitato dalla sua pelle che e il suo confine.
La cultura orientale ha, per esempio, un’immagine del corpo come corpo vitale, irradiato di energia Si tratta pero di un immagine diversa rispetto a quella a cui ci ha abituato la cultura occidentale, che rivolge al corpo uno sguardo clinico; uno sguardo che deriva da una tradizione che ha considerato per molto tempo il corpo umano come una macchina. Ci troviamo di fronte, in questo caso, a un corpo privo di vita.
Il corpo è il luogo che rende possibili le relazioni con ciò che sta fuori e oltre se stesso, in un certo senso diventa il modo di entrare in relazione, di rapportarsi a ciò che è “altro da noi”, dal nostro corpo.
di Anna Bosetti
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