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CONTESTI DELLA SOCIOLOGIA POSITIVISTA

1) anglosassone: qui la tradizione economica è particolarmente forte, perché è qui che l'economia si è dapprima affermata, quindi la sociologia come disciplina autonoma deve fare quindi i conti con la forza dell'economia.
Lo sforzo per delineare un campo di indagine autonomo che si concili con la prospettiva degli economisti è ben esemplificato dall'opera di Spencer, che cerca di conciliare una spiegazione individualistica del comportamento umano con l'idea che i condizionamenti sociali dell'azione, tipica della prospettiva sociologica.
L'orientamento individualistico era molto radicato nel contesto anglosassone: qui la società appariva come il risultato del libero accordo tra gli individui guidati dalla ragione. Spencer non rifiuta questa prospettiva, ma la relativizza. Infatti sostiene che nella moderna società industriale, i rapporti sociali si basano sulla cooperazione volontaria. Ma questa forma di organizzazione, non è il frutto di una natura originaria degli uomini, ma è imposta agli individui dalla società stessa, come effetto delle sue leggi di evoluzione. Per S. il comportamento è socialmente condizionato: idee e sentimenti sono influenzati dalle esigenze funzionali della società.
Così nel momento in cui le esigenze del conflitto esterno con le altre società, si attenuano, e crescono invece quelle di sostentamento interno, e le attività industriali diventano più importanti di quelle militari. Il principio di sopravvivenza del più adatto avvantaggerà quelle società che rispondono meglio alla nuova esigenza funzionale, e in ogni società stimolerà e selezionerà comportamenti congruenti (individualismo e dello spirito d'iniziativa).
Egli ritiene che la società deve essere considerata come un organismo, costituito da un insieme di parti tra di loro interdipendenti: la visione organicista porta a considerare le società come un tutto e a cercarne le legge di evoluzione generale, in parallelo con quanto avviene nello studio degli organismi viventi: in particolare, così come ogni organismo vivente, la società tende a crescere di dimensioni e ciò spinge alla formazione di strutture separate e specializzate per l'assolvimento più efficiente dei compiti necessari alla sua sopravvivenza nell'ambiente. Le società che corrispondono meglio alle sfide dell'ambiente si affermano a spese delle altre che invece decadono.
2) francese: qui la sociologia come scienza autonoma, emerge in un clima di delusione nei riguardi delle premesse dell'Illuminismo, infatti il suo obiettivo polemico primario è l'ottimismo politico rivoluzionario. Nell'opera di Comte è espressa per la prima volta la necessità di uno studio scientifico della società, che egli chiama sociologia, per poter designare quella parte complementare della filosofia naturale che si riferisce allo studio positivo dell'insieme delle leggi fondamentali proprie ai fenomeni sociali.
Contro le illusioni dello spirito rivoluzionario, Comte vuole mostrare che le possibilità di introdurre cambiamenti nella società dipendono dalla conoscenza delle sue leggi di funzionamento naturale e dalla capacità di agire in sintonia con esse. Ciò le spinge verso una posizione rigidamente positivista: occorre applicare allo studio della società lo stesso metodo positivo delle scienze della natura, e ricercare le leggi generali che ne spiegano l'ordine (statica sociale) e il cambiamento (dinamica sociale). Solo nella fase storica più recente è possibile porsi questo obiettivo, perché le conoscenze umane seguono una legge di sviluppo basata su 3 stadi dell'evoluzione intellettuale (teologico, metafisico e positivo) a ciascuno dei quali corrisponde una determinata forma di organizzazione sociale.
di Antonio Amato
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