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Caratteristiche dei Writs

Tra gli strumenti che contribuiscono all’espansione della giurisdizione regia nei secoli XII e XIII è di grande importanza il writ.
Il writ (o breve) è un ordine del sovrano, redatto in forma di lettera, scritto in latino, su pergamena, munito del sigillo reale.
Si tratta di uno strumento autoritario, un comando diretto allo sheriff o al Lord che presiede una corte, volto a sottrarre la trattazione di una causa ai signori feudali o alle corti locali.
Presupposto, salvo che non si tratti di una causa di diretto interesse per la Corona, è che la lite sia prima portata di fronte alle corti locali e che la parte non abbia soddisfazione nella sua sede naturale.
Il writ è uno strumento imprescindibile per la tutela del diritto, tant’è che nella common law un diritto soggettivo può dirsi esistente in quanto vi è un writ che lo rende azionabile.
L’attore che intende adire la giustizia regia deve infatti per prima cosa procurarsi un writ adatto alla sua situazione.
Si comprende allora che se si creano nuovi writs per tutelare nuove situazioni si ottiene l’affermazione di nuovi diritti e la conseguente espansione della common law.
Questo è ciò che avviene in Inghilterra fino al 1258, anno in cui il sistema entra in crisi.
Con il sistema dei writs, i sovrani inglesi medievali sono i soli europei ad avere in pratica “legiferato” in materia di diritto privato.
Non vi è infatti differenza pratica tra attribuire un diritto e concedere un writ, cioè un rimedio.
Naturalmente si tratta di legislazione rozza, piena di lacune che dovranno essere colmate dai giudici, ma si tratta pur sempre di un’attribuzione di diritti e doveri.
Tornando al raffronto sistemologico tra common law e civil law si può osservare ancora una volta la divergenza storica tra i due sistemi: la common law è fin dall’inizio diritto positivo volto a risolvere controversie concrete, mentre il diritto romano studiato nelle università del continente europeo è un diritto ideale.
di Stefano Civitelli
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