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Cassirer - I concetti fondamentali del pensiero di Holderlin

Il panteismo, che Holderlin condivide col suo tempo, in lui assume un'impronta nuova e caratteristica, che sgorga dal fondo della sua individualità poetica. Per rappresentarsi questo panteismo adopera le categorie dell’ idealismo filosofico, che esso aveva creato per questo scopo, ma in lui queste acquistano nuovo significato. Al posto della dialettica del concetto subentra la dialettica del sentimento: la percezione del mondo del poeta. Il poeta sente il proprio io come un tono che si smorza nel suono della cetra del mondo. Ma nello smorzarsi mantiene ancora il suo timbro.  L’ individualità non si supera semplicemente in un universale, ma si sa come autonoma e singola anche dove trapassa nella vita del tutto e in essa pare dissolversi. Così la visione di Holderlin mantiene due direzioni. Con più forza di Hegel ci tocca la sensibilità di Holderlin che non vuole superare l’originario conflitto (dialettica dell’universale e del particolare/finito-infinito), ma solamente sondarlo ed esporlo poeticamente in profondità.

Riassumendo, in Holderlin c’è contatto e vicinanza con l’ idealismo tedesco, ma Holderlin sente questi concetti e queste problematiche come urgenze che vengono dalla propria interiorità poetica. Qualcuno, vedi Shelling, ha saputo meglio tradurle in sistema.

In Fichte natura e libertà si conciliano, in Holderlin sono incompatibili (fondamento del tragico). Mentre Goethe si accontenta di contemplare il divenire della natura, Holderlin cerca l’Essere, è attratto dal mistero oltre la vita.

Se Hegel va in direzione dello Stato, per Holderlin i problemi fondamentali dello spirito si risolvono individualmente.

Dialettica del sentimento contro dialettica del concetto.

Posizione filosofica in relazione al problema dell’essere. L’ essere è idea, o esiste solo come manifestazione o prodotto del pensiero? È un risposta alla domanda: cos’è l’essere? Sorge quando vi sono dubbi sull’attendibilità della conoscenza sensibile. Idealismo in Platone: mondo sensibile come ombre e apparenze, riflesso di modelli perfetti e divini = idee.

La domanda dopo sarà: esistono le cose o ci sono solo loro rappresentazioni? Prima di Kant con "idealismo" si dirà un dottrina che identifica l’esistenza delle cose con la loro rappresentazione in un soggetto. Per Kant l’uomo conosce solo fenomeni, ovvero una realtà condizionata dalle forme del soggetto (intuizioni pure della sensibilità e categorie dell’intelletto). Il mondo è dunque un costruzione dell’io anche se resta un noumeno inconoscibile, che si potrebbe conoscere solo con un'intuizione intellettuale. La filosofia romantica tedesca si qualifica come idealismo e lascia alle spalle il rapporto soggetto-oggetto. Idealismo significa ora identificare l’ideale con il finito, ricercando la razionalità del reale innalzando il finito al cielo dell’idea. In quest’accezione idealismo (Hegel dice che ogni filosofia è idealistica) è fede nell’assoluta significanza dell’universo, accompagnata dall’impegno di dare testimonianza di questa unità di reale e ideale, finito e infinito.

L'utopia in Holderlin

Utopia come ordinamento sociale senza abusi e ingiustizie

La dialettica in Holderlin

Arte del dialogo – evoluzione all’interno delle cose, che procede per opposizione e superamento delle stesse. Per Kant si fa uso della dialettica quando il pensiero umano tenta di superare i limiti dell'esperienza fenomenica cercando di cogliere la totalità della realtà. Per Hegel la dialettica diviene invece la molla del pensiero.

di Dario Gemini
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