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Codici a segni aperti

Il meccanismo dell’articolazione consente di poter creare, a partire da un numero limitato di elementi di base e di regole di formazione, un numero più o meno illimitato di segni a certe condizioni. Allo stesso modo le lingue consentono di poter ottenere concatenazioni di parole e frasi che, solo per vincoli umani di memoria, ma non di impossibilità del sistema, possono essere espanse all’infinito.
Codici con sinonimie. La possibile “creatività” del sistema linguistico impedisce il calcolo e la predicibilità totale delle combinatorie e delle sinonimie.
Codici con sinonimie non calcolabili (creatività). Le sinonimie si definiscono non calcolabili quando non esistono criteri formali per poterle definire e prevedere a priori. In codici come il linguaggio gestuale esistono segni sinonimici ma non calcolabili. Allo stesso modo nelle lingue non è revedibile la corrispondenza tra un significato e i rispettivi significati sinonimici. Si comincia ad intravedere in questa prima non calcolabilità ciò che rende le lingue dei sistemi contrassegnati da creatività, tratto presente in tutti i sistemi che consentono una qualche violazione delle regole.
Il quinto criterio: la creatività. Per essere calcolabile, un sistema non deve presentare oscillazioni paradigmatiche né sintagmatiche, deve cioè seguire due postulati: a) il primo è quello della non creatività dell’insieme di regole e di unità minime, o monemi, con cui opera il calcolo: se entrambi fossero variabili verrebbe meno la possibilità di operare con dati formali insiti cioè nella forma sintattica del segno; b) il secondo riguarda la connessità sintattica: un segno deve essere costruito in modo da formulare la propria correttezza e la buona connessione con gli altri aspetti. Quando questi due postulati vengono violati, ci troviamo di fronte alla possibilità di un uso variabile degli elementi costituitivi del sistema il quale, attraverso tale imprevedibilità, tende a mostrare la sua insita attitudine a discostarsi dalle regole previste. Tale violazione è consentita dalla creatività definita da De Mauro. La disponibilità alla variazione delle forme di un sistema o di un codice semiologico, insita negli utenti del sistema o codice e riconoscibile come prorpietà del sistema o codice stesso.
di Niccolò Gramigni
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