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Comunicazione: punteggiare

Punteggiare → separare qualcosa da qualcos’altro che sta vicino
Punteggiando separiamo e istituiamo un ordine, una gerarchia di relazioni
Una parte della nostra abilità nel punteggiare è innata, un’altra parte è acquisita con l’esperienza e l’apprendimento (es. riusciamo a distinguere un quadro falso da uno vero) ma la nostra abilità dipende anche dal contesto sociale, i valori ideologici, i modelli culturali..
Punteggiamo sia i messaggi che emettiamo, sia quelli che riceviamo. La punteggiatura permette all’emittente di identificare le parti che costituiscono il messaggio e le loro relazioni, e permette al ricevente di dare un senso al messaggio
Il ricevente non necessariamente usa la stessa punteggiatura dell’emittente → ripunteggiatura
Il linguaggio analogico implica una maggior libertà di scegliere come punteggiare; in tal caso le punteggiature sono spesso inconsapevoli (es. cambio di espressione, postura, ritmo..)
In una relazione conflittuale i punti di vista possono essere contrapposti e reciprocamente indecifrabili
Alla base dei conflitti di punteggiatura c’è la convinzione che esista soltanto una realtà (il mondo come lo vedo io) e che ogni opinione diversa sia da attribuire all’irrazionalità o mancanza di buona volontà dell’altro → conflitto su quale sia la causa e quale sia l’effetto
di Fabio Merenda
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