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Concetto di Gruppo

Il gruppo costituisce una concreta e importante applicazione del principio generale secondo cui in sociologia l’intero è più della somma delle parti; il gruppo segna il limite delle relazioni sociali rilevanti in un certo contesto e definisce i confini di quella che può dirsi la cellula della società. Ciò che caratterizza il gruppo oltre al fatto di essere composto da una pluralità di individui è l’essere dotato di coesione e stabilità e di presupporre un insieme di relazioni tendenzialmente pacifiche e durevoli tra gli individui che lo compongono. Il gruppo ha pertanto bisogno di essere dotato di confini flessibili che possono essere definiti più o meno chiaramente a seconda della rilevanza dei legami. L’assemblamento rappresenta il punto più basso della coesione sociale. Si può dire che se si muove da una tipologia basata su tre variabili le varie forme di coesione viste possono essere classificate assegnando all’assemblamento il livello più basso in quanto la compresenza degli individui è casuale, la durata è brevissima e indipendente dalla volontà dei singoli, alla moltitudine il livello successivo in quanto è caratterizzata da motivazioni consapevoli in qualche modo da una durata breve e relazioni di natura occasionale; alla folla un livello superiore in quanto risulta caratterizzata da motivazioni affettive una durata breve e relazioni coinvolgenti. Questa tipologia è indicativa. Il massimo grado di coesione viene riservato al gruppo caratterizzato da motivazioni teleologiche rivolte a qualche scopo comune e da una durata sensibilmente più lunga. Un indicatore spesso usato per la separazione tra concetti contigui come quello di moltitudine gruppo e folla risiede nella maggiore o minore capacità di reagire ai comportamenti devianti da parte dei consociati. Mentre la folla e la moltitudine non hanno al loro interno una coesione stabile il gruppo ha maggiori possibilità di reazione a comportamenti devianti al suo interno. C’è inoltre una distinzione tra GRUPPI PRIMARI caratterizzati da un numero limitato di componenti che intrattengono relazioni di tipo affettivo capaci di produrre un forte senso di appartenenza mentre I GRUPPI SECONDARI risultano caratterizzati da un numero più elevato e intrattengono relazioni utilitaristiche basate su l’impersonalità dei rapporti. Toennies parla della dicotomia tra COMUNITA’ E SOCIETA’ nella quale l’autore vede la alternativa fondamentale tra due diversi e contrapposti modi di intendere la dimensione relazionale della vita sociale. Tali concetti intesi come Scilla e Cariddi possono fungere da confini o limiti invalicabili dello sviluppo. Il contenuto dell’opera di Toennies vede il suo scopo nel riformulale il problema della coesione dei gruppi sociali. 
Tale riformulazione è compiuta da Toennies in due modi: 
1) sostituendo a un concetto indeterminato come quello di coesione sociale due modelli, la comunità e la società che rappresentano casi limite o polarizzati di coesione sociale fra i quali è possibile inserire una serie di figure intermediarie 

2) stabilendo una teoria evolutiva del passaggio dal modello di comunità a quello di società. Sotto una prima e fondamentale prospettiva psicologica i due modelli sono caratterizzati da un diverso atteggiamento della volontà dei singoli soggetti. La volontà della comunità deriva dal cuore; della società dal freddo intelletto. Da una seconda prospettiva sociologica i due modelli della comunità intesa come vita reale e organica e della società intesa come formazione ideale e meccanica sono caratterizzati da elementi strutturali riguardanti le forme di organizzazione del gruppo sociale. Il modello della comunità è caratterizzato dal diritto familiare, il modello della società dal diritto delle obbligazioni. Il termine comunità coincide con la priorità del gruppo rispetto all’individuo e il termine società con la priorità dell’individuo rispetto al gruppo.
Toennies ha posto in luce il carattere propedeutico della comunità nei confronti della società. La comunità è condizione e prerequisito della società ed è storicamente destinata a sopravvivere in essa. C’è una divisione tra gruppo di appartenenza (in group) e gruppo degli altri (out group) affiora un meccanismo collettivo di costruzione dell’io che sembra affondare le sue radici in una concezione tribale non del tutto rimossa dall’attore sociale nelle società avanzate. LEWIN parla della dinamica dei gruppi. Alla base della sua ipotesi di lavoro sta la constatazione che il comportamento di un individuo è determinato da un insieme strutturato che comprende il soggetto e il suo ambiente. Afferma con forza la necessità di studiare il gruppo come totalità. Ciò che ne costituisce l’essenza è la l’interdipendenza dei suoi membri. Ciò significa che un cambiamento di stato o di una sua parte interessa lo stato di tutte le altre. Per classificare il gruppo non è decisivo il numero di membri bensì altri fattori. Simmel distingue tra monade, diade e triade. La monade è una sola persona, la diade tra due persone che possono avere una certa affinità. Le relazioni diadiche cambiano allorchè c’è l’aggiunta di un terzo elemento. Triade. Ciascuno opera come un intermediario tra gli altri due. Il gruppo ampio pone verso l’interno esigenze inferiori rispetto al gruppo ristretto si preoccupa meno del singolo. Caso particolare è la famiglia, elemento sostanziale di ogni società. Importante è che mentre non c’è questione di status nella diade la situazione sociologica cambia dopo l’aggiunta del terzo elemento che inserisce nel gruppo un rapporto di subordinazione. 
di Anna Carla Russo
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