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Contratti d’impiego e mercati interni del lavoro

I mercati interni del lavoro sono una tipica struttura ibrida.
Il rapporto di lavoro è un rapporto molto particolare che si differenzia da tutti gli altri rapporti economici e giuridici che si sviluppano nel mondo economico e sociale.
La teoria dei mercati interni del lavoro cerca di spiegare la differenza tra le condizioni normative e retributive adottate nelle imprese e le condizioni del mercato del lavoro. Il mercato interno del lavoro non è propriamente un mercato ma un dispositivo amministrato da regole.
I mercati interni del lavoro si originano per le seguenti cause:
1. specificità delle professionalità: definita dalle abilità necessarie per eseguire un lavoro o applicarsi a una specifica tecnologia
2. addestramento sul lavoro: è un processo informale di acquisizione di abilità professionali attraverso l’osservazione dei lavoratori giù addestrati, l’affiancamento di lavoratori più anziani, l’inserimento graduale nella posizione
3. consuetudini: comprendono un insieme di regole non scritte che governano la formazione e i comportamenti dei gruppi di lavoro. Hanno un ruolo importante nella formazione dei mercati interni del lavoro, in quanto influenzano i livelli retributivi, la mobilità interna e il livello qualitativo e quantitativo della prestazione lavorativa.
La prospettiva di un posto più sicuro e di un mercato interno può creare una situazione in cui il lavoratore percepisce come suo interesse favorire il successo dell’impresa e adotta un atteggiamento cooperativo.
Il mercato interno è basato sulla sicurezza del rapporto di lavoro e sulla stabilità delle regole di funzionamento. Il management ha interesse a contrastare il turnover del personale:
* per non perdere l’investimento in capitale umano o per non vederne diminuito il valore nel caso in cui il turnover implichi il parziale trasferimento delle abilità professionali specifiche alle risorse umane di altre aziende.
* per non dover ripetere i costi di inserimento e addestramento.
Le transazioni di lavoro coinvolgono i tre piani della realtà organizzativa: piano economico, piano politico e piano culturale. Ciò significa che ogni transazione di lavoro ha una dimensione economica (utilità), ha una dimensione politica (potere) e ha una dimensione culturale (valori che ispirano i comportamenti di lavoro e d’impresa).
di Giulia Mestre
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