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Cyert e March: coalizioni, quasi-soluzione dei conflitti e ambiguità dei fini

Cyert e March sono tra i più diretti prosecutori dell’opera di Simon.
La “Teoria del comportamento dell’impresa”  è un loro testo dove cercano di collegar la teoria economica classica all’analisi organizzativa cercando di esaminare come il management prende le decisioni.
Il punto di partenza è che solo gli uomini hanno degli scopi e le organizzazioni sono solo artefatti per perseguire tali scopi (Simon).
Ma per stabilire scopi e obiettivi occorre una coalizione di individui; la coalizione può essere molto estesa e includere manager, operai, azionisti, fornitori, clienti ecc andando a coincidere con il sistema cooperativo di Barnard.
Bisogna però distinguere tra membri attivi e passivi; gli attivi partecipano alla presa di decisioni e si attendono dei benefici di ordine politico, inerenti alla determinazione degli obiettivi.
I membri passivi si attendono soprattutto dei benefici monetari e sono esclusi dalle decisioni strategiche. La distinzione non coincide necessariamente con proprietari, dipendenti.
Considerare gli scopi dell’organizzazione come l’espressione del processo decisionale di una coalizione di membri attivi, ha importanti conseguenze per l’analisi organizzativa.
1) L’impresa è una confederazione di interessi differenti che possono entrare in conflitto; ne deriva che l’attività più critica nel governo di un’impresa è quella di formare una coalizione sufficientemente larga per determinare gli scopi da perseguire.
2) Gli scopi organizzativi sono il frutto di un negoziato. Gli scopi stabiliti dalla coalizione sono sempre e inevitabilmente un compromesso che comprende molti aspetti vaghi e ambigui; un compromesso è possibile solo se si accetta di lasciare nell’indefinito considerevoli aree di disaccordo.
3) Questo modo di agire non elimina l’incertezza, ma la rimanda più in là; si decide e si agisce quindi in termini di “quasi risoluzione” dei conflitti
4) Gli scopi esprimono l’equilibrio esistente in un dato momento tra i partecipanti alla coalizione; ne deriva che essi di norma cambiano se cambiano i rapporti di forza o se escono alcuni partecipanti e ne entrano altri.
5) Affinché un’organizzazione sopravviva non è richiesto che i membri della coalizione condividano necessariamente alcuni valori generali sulla sua legittimità
di Priscilla Cavalieri
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