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Dalla scuola del caso alla scuola del progetto


La scuola si presenta come un giocattolo culturale rotto nei suoi gradi interni e in relazione alle altre agenzie formative = discontinuità che colpisce l’integrazione e unitarietà dei cicli scolastici (longitudinale) + raccordo formativo tra saperi del dentro e fuori scuola (trasversale). Condizione di isolamento e separazione dalla società che provoca improduttività delle conoscenze, la scuola produce un’istruzione non + spendibile nella società che dispone di merci culturali molto + avanzati dei suoi alfabeti e saperi.
1. il vagone lento del convoglio sociale: 2 carte perdenti della scuola di oggi: raffigura un modello di socializzazione obsoleto e fuori dal t (difficile reciprocità con ambiente ext, non si presenta come filtro formativo nel repertorio dei comportamenti sociali, non è in grado di preparare un uomo sociale dotato di quegli strumenti interattivi che gli permettono di essere un attivo protagonista storico-sociale) + raffigura un modello di inculturazione fuori corso (cumulo di conoscenze inattuali, immobilità e improduttività culturale) = appello pedagogico: impegnare sollecitamente la coscienza della collettività sociale a saper cogliere il senso politico di questa persistente collocazione della scuola nella propria stagione storica. Praticare saperi fuori corso rispetto ai nuovi coniati dalla ricerca scientifica e cultura elettronica significa abdicare al proprio compito istituzionale di agenzia di acculturazione democratica.
2. se la scuola va a 2 cilindri (inattualità e anacronismo): trionfa ancora l’istruzione come riproduzione delle conoscenze + primato dei saperi freddi (mediati, indiretti, depositari, senza contatto con realtà) + mode didattiche (scuola che accusa diffusi coefficienti di nozionismo, enciclopedismo, verbalismo = macchina inadeguata per fornire all’allievo la capacità di vedere autonomamente il mondo e pensare con propria testa). Cultura disattenta ai fermenti del nostro secolo che sterilizza ogni forma di rielaborazione personale dell’allievo.prospettiva culturale de-futurizzata che preclude alla scuola la possibilità di avventurarsi sul domani. Necessità di un’altra istruzione di base tale da assicurare all’utenza il maper delle opportunità cognitive, garantendo a tutti gli strumenti di comprensione, partecipazione al tessuto sociale in continuo cambiamento.
3. la scuola NO: separata e solitaria. 2 malattie antiche: separazione dall’ambiente esterno (istituzione isolata e segregante, separata dal territorio socioculturale, rottura culturale tra i saperi del dentro/fuori, provoca blocchi cognitivi nell’allievo perché produce saperi estranei alla vita quotidiana) e isolamento didattico del docente dagli altri docenti (modello dominante della professionalità docente è individualistico)

Tratto da DIDATTICA GENERALE di Antonella Bastone
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