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Dalle cornici al «self»

Il contesto, inteso come cornice che applichiamo a qualunque atto comunicativo, ci permette di comprendere non solo che cosa accada nel corso di un evento comunicativo, ma anche come si comportano e come si devono comportare i partecipanti all’evento. Le cornici che mettiamo intorno al parlare implicano una revisione non solo del concetto di contesto ma anche quelli di emittente e ricevente.
In relazione al concetto di emittente possiamo individuare almeno tre funzioni:
o l’animatore: emette fisicamente l’enunciato;
o il responsabile: l’entità sociale alla quale il messaggio può essere effettivamente imputato;
o l’autore: formula materialmente il messaggio stesso.

Anche il ricevente viene “scomposto” analiticamente, in quello che Goffman chiama “schema di partecipazione”:
- ascoltatori ratificati: partecipano alla conversazione;
- ascoltatori non ratificati: non partecipano alla conversazione, e si dividono in:
• astanti: presenti legittimamente alla conversazione, pur non prendendone parte;
• origlianti: es. spie, origlianti.
Se il frame è una cornice attorno alla quale se ne può costruire un'altra, e poi un'altra ancora, in un gioco che evoca appunto le scatole cinesi, allo stesso modo il self del parlante assomiglia a una matrioska.
“Schema di partecipazione”: gli eventi linguistici avvengono all'interno di situazioni sociali. “Formato di produzione”: facilita la distinzione tra diversi tipi di eventi linguistici e ci fa capire che anche all'interno delle conversazioni informali, queste funzioni vanno tenute distinte perché ciascuna proietta un self e implica un'identità che può non essere accettata dalle altre.
Emittente -> formato di produzione
Ricevente -> schema di partecipazione

“Footing”. Date le precedenti decostruzioni delle nozioni di emittente e ricevente, la posizione del parlante nei confronti dei suoi interlocutori può cambiare con una certa frequenza nel corso dell’interazione -> Goffman chiama quest’attività di ridefinizione e allineamento “footing”. Es. conversando con qualcuno, riporto quanto mi ha riferito un comune amico: io sono l’animatore del messaggio, NON il responsabile. Si avrà quindi un caso di footing (spostamento da una cornice all’altra, o per meglio dire da una chiave all’altra). Un cambiamento di footing implica un cambiamento di posizione che assumiamo nei nostri confronti e nei confronti degli altri presenti, che esprimiamo nel modo in cui affrontiamo la produzione e la ricezione di un enunciato. Es. raccontare una storia. Il narratore della storia per tutta la durata del racconto deve mantenere un altro footing (ovvero mettere da parte momentaneamente i propri enunciati per fare posto agli enunciati e alle azioni dei personaggi della storia). Ma nel corso della narrazione il narratore può interrompere il frame narrativo in punti strategici. Parlare di cambiamento di footing è un altro modo di parlare di un mutamento del frame con il quale inquadriamo gli eventi. I partecipanti cambiano costantemente il loro footing nel corso della conversazione e questo cambiamento è in genere legato a fatti linguistici o paralinguistici.
Chi pronuncia il grido di reazione a una difficoltà improvvisa (es inciampare) opera un cambiamento di footing in cui chi parla incornicia ciò che sta accadendo in una cornice accettabile, che di fatto ratifica l'azione come ragionevole, o per lo meno ratifica il self che ne prende le distanze.

GRIDI DI REAZIONE IN PRESENZA DI ALTRI E NON CON GLI ALTRI:
1) Esibizione di uno stato di transazione: brr,fff, servono per esternare le nostre sensazioni date da uno stato di disagio dovuto alle condizioni naturali dell’ambiente. (es quando siamo in un luogo troppo freddo o troppo caldo);
2) Grido rivelatore di una perdita di controllo: ooh, oops, serve per minimizzare un incidente;
3) Trasalimento da minaccia: uuh, espressioni che nonostante esprimono sorpresa o paura, esprimono anche il loro essere sotto controllo;
4) Suoni di ribrezzo (bleah, beeh, usati quando ci troviamo in presenza di qualcosa di contaminante che però minimizziamo).

GRIDI DI REAZIONE QUANDO SIAMO INSIEME AGLI ALTRI:
Grugnito da sforzo, Esclamazione di dolore, Gemito sessuale, Suggerimenti di presa di parola, Espressioni di gioia.
di Sara Consonni
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