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Definizione di cultura

I termine cultura è utilizzato nel linguaggio quotidiano dei giornali e della televisione, dei politici e di molti altri con l’esigenza di studiare l’altro da sé.
GEERTZ  sostiene l’analisi della cultura si è sviluppata seguendo un procedimento consistente  nella sostituzione di immagini semplici con altre complesse. La nascita di un concetto scientifico di cultura corrisponde al rovesciamento della concezione della natura umana dominante nell’illuminismo, ed alla sostituzione di una concezione non solo più complicata ma molto meno chiara. Il tentativo di chiarirla è stato allora il fondamento del pensiero scientifico sulla cultura. Gli antropologi cercano ancora d darle un ordine. Il concetto di cultura che espone Geertz è un concetto semiotico ritenendo insieme a Weber che l’uomo è un animale impigliato in reti di significati che egli stesso ha tessuto,credo che la cultura consista in queste reti e  che perciò la loro analisi non sia innanzitutto una scienza in cerca d leggi ma una scienza in cerca di significati.
L’homo sapiens è la creatura che produce senso, lo fa attraverso l’esperienza, l’interpretazione, la contemplazione e l’immaginazione e non può più vivere  senza queste attività. L’importanza della produzione di senso per la vita umana è riflessa in un campo concettuale affollato: idee, significato, informazione, saggezza, capacità di comprendere, intelligenza, consapevolezza, capacità di apprendere, fantasia, opinione, conoscenza, credenze, mito e tradizioni…. A questo gruppo di parole, ne appartiene un’altra, cara agli antropologi: CULTURA.
Studiare la cultura oggi, equivale sostanzialmente a studiare processi di produzione, trasmissione, circolazione di significati culturali nello spazio sociale. Cultura quindi come comunicazione. Gli antropologo hanno a lungo dibattuto circa la natura della cultura.
In passato il termine cultura è stato inteso con molti significati diversi. Nell’800 il concetto di cultura appare nel suo tentativo di strappare i popoli selvaggi allo stato di natura in cui erano saldamente collocati dall’immaginario occidentale e di ricondurli entro la piena umanità. Nei primi decenni del 900 la cultura è stata intesa come una produzione universale dell’essere umano in società, l’insieme degli usi, costumi, tradizioni, tecniche, lingua, religione che sottolineavano un allontanamento dalla natura. Era una marcia verso la cultura in opposizione alla natura.
TAYLOR sostiene che la cultura è propria dell’uomo in quanto membro di una società tuttavia questa capacità si realizza gradualmente , si evolve nel tempo, si articola in fasi di maggiore e di minore sviluppo , ragion per cui la distanza tra noi e gli altri i selvaggi, che il concetto di cultura tende a colmare viene ricostruita dalla nozione di evoluzione.
La  concettualizzazione antropologica della cultura, si forma quindi nell’opposizione tra l’uomo e le altre forme di vita animale, c’è qualcosa che distingue nettamente il comportamento degli uomini da quello degli altri animali.

Tratto da ANTROPOLOGIA IN SETTE PAROLE CHIAVE di Selma Aslaoui
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