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Dinamica sessuale nell'antichità in "La cura di sè"


Nei primi 2 secoli della nostra era c’è quindi un rafforzamento delle tematiche dell'austerità: medici che sottolineano i pericoli del sesso e filosofi che prescrivono fedeltà agli sposi. L’amore per i ragazzi ne esce squalificato. Sembra l’abbozzo di una morale cristiana a venire. Comunque i principi di elevazione e purezza non son stati definiti la 1° volta nell’epoca imperiale, ma derivano dal pensiero greco del 4° sec. L’atto sessuale appare comunque pericoloso fin dalla lontana antichità. Quindi l’austerità sessuale dei moderni ha radici in un tradizione antica. Anche se nell’ambito della dietetica e del rapporto con i ragazzi troviamo maggiore attenzione all’ambivalenza degli effetti, ai valori.
L’arte di sé che emerge non insiste più sugli eccessi che sarebbe opportuno abbandonare, ma mette in risalto la fragilità dell'individuo rispetto ai mali che il sesso può generare, mettendo in 1° piano un legame che ha fondamento nella natura e nella ragione. Mette inoltre in risalto gli esercizi che ci consentono di mantenere controllo di sé e giungere a un pieno godimento di sé. Un’arte insomma che si sviluppa attorno al problema della sovranità del sé. Qui si manifesta un duplice fenomeno: da una parte in quest’etica dei piaceri si richiede un attenzione più puntuale nei confronti della pratica sessuale e dei suoi effetti. Dall’altra essa appare pericolosa e va dunque relegata al matrimonio. Problematizzazione ed inquietudine procedono di pari passo. L’attività sessuale è imparentata al male per forma ed effetti, ma non è un male in sé. Perché cessi di essere un male va organizzata nel matrimonio.
di Dario Gemini
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