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Diritto dei contratti e regole di concorrenza

I correttivi più efficienti alla diversità di potere esigono un confronto tra disciplina antitrust e diritto dei contratti e un dialogo proficuo tra gli studiosi delle due discipline.
La parte più consistente di loro ha considerato la separazione netta tra contratto e concorrenza un vero dogma: si è detto e ripetuto che l’antitrust è diretto a tutelare il processo concorrenziale in relazione all’assetto del mercato, mentre il diritto dei contratti detta regole specifiche ad un rapporto.
Questa posizione non è convincente e non è coerente con il diritto positivo.
Il diritto comunitario e il diritto nazionale di molti Paesi d’Europa hanno disciplinato l’abuso di dipendenza economica e il potere congiunto del giudice ordinario e dell’Authority, nel valutare le asimmetrie di potere.
Va preso atto anzitutto che “le asimmetrie di potere sono frutto spesso delle imperfezioni del mercato che non offre alle imprese dipendenti alternative per sottrarsi alla donazione”.
Sicché le strade dell’antitrust e del diritto dei contratti possono intrecciarsi dato che l’efficienza e la repressione degli abusi sono obiettivi condivisi da entrambi.
Ciò non significa negare la rispettiva autonomia ma valorizzare le connessioni laddove siano evidenti e utili.

di Stefano Civitelli
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