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Emozioni e relazioni

Relazione → legame che lega due soggetti
Il legame è tanto più forte quanto più sono intense le emozioni; ogni legame è diverso dagli altri
Tipo di relazione → struttura del legame (simmetrico vs. complementare) 
Nelle relazioni complementari c’è un leader e un follower; la condizione di disparità può derivare da differenze di età, esperienza..

Modo della relazione → espressione concreta del legame (infiniti modi)
Dipende dall’interpretazione soggettiva del tipo di legame; il modo stabilisce la qualità delle emozioni scambiate (c’entra poco il contesto, c’entrano molto la personalità e le mappe mentali)

Forma della relazione → tipo di relazione nel modo in cui si esprime
In una relazione ci può essere una situazione di:
• Accordo → conferma (dici cose giuste/sei una persona giusta) → emozioni positive
• Disaccordo in una relazione simmetrica → rifiuto (dici cose sbagliate)
• Disaccordo in una relazione complementare → disconferma (sei una persona sbagliata)
L’obiettivo della comunicazione è ottenere una conferma (feedback positivo) per mantenere stabile il senso d’identità e la fiducia in noi stessi

Ogni comunicazione ha 2 valenze, riguardanti:
• Contenuto → l’informazione trasmessa
• Relazione → chi è il ricevente rispetto all’emittente
La forma della relazione classifica il contesto in termini di senso quindi sembra che la forma della relazione sia ulteriore contesto, ma in realtà non è proprio così perché definisce noi (non l’informazione); la forma è comunque un’informazione sulla comunicazione
I contesti sono ripetibili, le relazioni no (es. è possibile giocare più volte a calcio ma non è possibile rigiocare la stessa partita); è quindi possibile imparare a non fare gli stessi errori in contesti analoghi, ma è più difficile imparare a non fare errori per quanto riguarda le relazioni (perché ogni relazione è nuova)
L’utilizzo di un sottocodice per comunicare accentua l’intimità e la parità tra emittente e ricevente → la scelta del codice configura una forma di relazione

Per ricomporre il senso di una comunicazione bisogna verificare:
• Comprensibilità dell’enunciato e del codice → certezza del significato
• Congruenza tra enunciato e contesto → opinione sul senso dell’informazione
• Percezione soggettiva della relazione a cui l’enunciato rimanda → idea della forma di relazione proposta
Per sapere l’esito della comunicazione bisogna chiedersi:
• La comunicazione è percepibile?
• Il significato è chiaro?
• È congruente con il contesto?
• Il feedback ottenuto è quello previsto?
Relazioni spontanee → contenuto importante + aspetto relazionale irrilevante
Relazioni malate → contenuto irrilevante + aspetto relazionale importante (lotta per ridefinire la relazione)
Da emittenti tendiamo a trascurare il fatto che la proposta di relazione deve essere accettabile per il destinatario, altrimenti non la accoglierà e ci darà un feedback negativo (es. non parlarmi con quel tono)
Da riceventi ci è difficile differenziare contenuto e aspetto relazionale in termini di feedback
Nelle relazioni complementari, se l’emittente ha il potere allora è irrilevante il modo in cui comunica perché i destinatari possono produrre solo l’unico feedback possibile, cioè quello previsto dal contesto o prescritto dall’emittente
Se l’emittente non ha il potere allora deve far attenzione al modo in cui comunica
di Fabio Merenda
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