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Etica, ideologia e atteggiamenti della collettività



Aspetti etico-religiosi e sistemi di famiglia hanno avuto un impatto culturale importante sulla differenziazione dei sistemi di imprese nei contesti nazionali del mondo occidentale. La riforma protestante diffuse nelle regioni che conquistò una nuova etica cristiana, secondo la quale l'affermazione in campo economico nella vita terrena può rappresentare un mezzo di avvicinamento alla salvezza eterna. L'onesto perseguimento della ricchezza diviene simbolo della vita operosa delle creature toccate dalla grazia ed esempio di virtù: la vita umana dedicata agli affari, che prima veniva considerata pericolosa per l'anima, acquisisce una nuova santità in quanto battezzata nelle acque tonificanti della virtù calvinista. Il lavoro non è più soltanto un mezzo economico, l'occupazione deve essere proficua: l'avidità è pericolosa ma non tanto quanto la pigrizia. Il protestantesimo, e più nello specifico le componenti di derivazione calvinista, promossero l'ascesa del capitalismo moderno. Esso diede dignità alle professioni economiche, creando intorno ad esse uno scudo protettivo nei confronti dei pregiudizi e degli attacchi provenienti dall'aristocrazia. La nascita delle imprese deve tener conto anche di un'altra importante componente culturale, quella ideologica, ovvero l'affermazione di ideologie nazionali più o meno propense all'attività imprenditoriale. In Italia, Francia e Gran Bretagna l'atteggiamento sociale verso la cultura industriale mostra parecchi risvolti ambigui e contraddittori. Proprio la spiegazione del diverso destino di vecchi e nuovi protagonisti dell'industrializzazione occidentale fornisce l'esempio più esauriente di quanto i fattori culturali possano arricchire la discussione economica e tecnica: questa si è concentrata soprattutto sull'analisi dei costi e dei benefici prodotti dalla partenza anticipata dell'economia britannica, che aveva condotto l'Inghilterra ad impegnare appieno il proprio potenziale nei settori tradizionali della Prima rivoluzione industriale (cotone, ferro, carbone, meccanica pesante), ormai vicini alla frontiera tecnologica. Nei tardi decenni dell'Ottocento essa non fu in grado di riconvertirsi in tempi brevi ai settori nuovi e più dinamici della seconda onda industriale: ciò contribuisce a spiegare il perdurare delle dimensioni limitate degli impianti ed il mantenimento di strutture organizzative d'impresa ormai superate. Insieme a questi fattori occorre tener presente anche gli aspetti culturali che sottolineano alcune peculiarità della società britannica. A differenza degli US, dove il contesto socioculturale si era mostrato del tutto favorevole alla rapida affermazione dell'ideologia dello sviluppo economico, in Inghilterra una vera cultura industriale ebbe sempre difficoltà ad imporsi dovendo lottare contro pregiudizi e consuetudini secolari: questo portò, ad esempio, a prediligere gusti e modelli di consumo che, traendo ispirazione dal comportamento delle classi aristocratiche, stentavano ad adattarsi a un mercato di consumi di massa come andava facilmente imponendosi negli USA.
di Melissa Gattoni
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