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Ettore Paratore (1907 – 2000)

 Ha insegnato a Catania dal 1940 al 1942. Fu ordinario giovanissimo, a 21 anni, nel liceo Garibaldi di Palermo. Dopo l'insegnamento universitario a Catania passò a Torino e poi a Roma. Il suo campo di interessi era vastissimo, arrivava fino a D'Annunzio, e diresse il centro a lui dedicato. Il Paratore latinista manifestò sin da giovane un particolare interesse per gli autori di età imperiale: Tacito, Persio, Svetonio. Fu un vero scrittore, che nel tradurre si adattava al testo originario rendendolo mirabile, come nel caso di Plauto. Definì il quid che rendeva alcune opere poetiche immortali, come la spiritualità che trasudava Virgilio o l'onirismo sinuoso di Tibullo. Tra lui e Properzio, egli spinse per quest'ultimo, più legato alla trasposizione poetica di vicende reali.
 La sua Storia della letteratura latina è memorabile perché per primo la correlò di un importante apparato di contestualizzazione storica e divise le età con criteri moderni (repubblicana, imperiale) e non più con le formule aurea, argentea.

di Gherardo Fabretti
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