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Eziologia della depressione infantile


Si parla di una combinazione di fattori familiari e genetici, ambientali, temperamentali e di personalità e neurobiologici:
-fattori familiari e genetici: figli di genitori depressi hanno un rischio 6 volte maggiore di sviluppare depressione rispetto ai figli di genitori sani; la depressione con un esordio precoce è più fortemente influenzata da fattori genetici rispetto a quella che inizia in età adulta; essa,così come tutte le patologie psichiatriche di natura genetica, non segue la trasmissione mendeliana diretta, ma una modalità genetica multipla, in cui sono coinvolti più geni; i bambini adottivi figli di genitori naturali depressi hanno un rischio 8 volte maggiore di sviluppare depressione rispetto a figli adottivi i cui genitori biologici non erano depressi;
-fattori ambientali: la depressione in età adulta è strettamente correlata con esperienze di vita negative, come il lutto, difficoltà economiche o scolastiche;
-fattori temperamentali e di personalità:  alcune caratteristiche temperamentali, come ad esempio l’emotività, sono associate alla depressione: stati emotivi forti possono avere conseguenze debilitanti e disgregatrici: il soggetto si deprime perché si sente impotente di fronte alle risposte ambientali ed è incapace di modificare questo stato di cose; la depressione è influenzata anche da: pessimismo esagerato, aspettative negative nei confronti dell’ambiente e per il futuro, bassa autostima;
-fattori neurobiologici: è stato scoperto che il trattamento con un particolare farmaco è in grado di produrre un disturbo depressivo, poiché riduceva la quantità di due neurotrasmettitori mono amminici: serotonina e norepinefrina dunque si ipotizzò che alla base della depressione vi sia uno squilibrio nella produzione delle neuro amine e nacque la cosiddetta “ipotesi delle ammine biogene”.
Un altro fattore neurobiologico implica l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene che media la risposta a lungo termine allo stress attraverso il rilascio nel sangue del peptide CBF che agendo sulla neuroipofisi permette la secrezione di ACTH che a sua volta induce il rilascio da parte del surrene di cortisolo che a sua volta tornando all’ipotalamo regola la secrezione, questo per dire che eventi stressanti prolungati sono in grado di ridurre il tasso di disponibilità dei neurotrasmettitori serotonina e norepinefrina e di iperattivare l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene ben evidenziabile negli adolescenti e negli adulti e non nei bambini in cui risulta ancora immaturo.

Tratto da NEUROPSICHIATRIA INFANTILE di Anna Battista
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