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Fattori esplicativi del volume di attività finanziaria

Ci si deve domandare a questo punto, se le posizioni settoriali di equilibrio finanziario (SF=0) annullino il fabbisogno di trasferimento e se in un’economia con una struttura di saldi finanziari settoriali nulli venga meno una delle funzioni del sistema finanziario. La risposta è che vi sarebbe comunque fabbisogno di trasferimento (e più in generale di servizio finanziario) per diverse ragioni:
-> le attività finanziarie hanno, oltre a funzioni di finanziamento/investimento, anche una funzione monetaria, che provoca una domanda di tali attività
-> le attività finanziarie svolgono anche funzioni di gestione di rischi
-> SF = 0 indica un equilibrio nel settore, ma non dice nulla circa la distribuzione dei saldi delle singole unità che compongono il settore. Cioè, a livello di infrasettore vi può essere un bisogno di trasferimento importante che nel dato settoriale scompare per la compensazione tra posizioni negative e positive

In ogni caso, un’unità economica con SF=0 può avere ugualmente fabbisogno di trasferimento. Il vincolo del bilancio “fonti e usi” (ΔPf + S = ΔAf + I) chiarisce che può esservi un circuito finanziario, dato da ΔPf e ΔAf in contropartita indipendentemente dallo squilibrio tra S e I.
Inoltre un’unità economica, pur con SF = 0 o addirittura con ΔAf = 0 e ΔPf = 0 può avere un fabbisogno di servizio finanziario (trading sui mercati) per gestire lo stock (ricomposizione di portafoglio): sostituzione di attività detenute con altre e/o analoga sostituzione tra passività.

Il fabbisogno di trasformazione delle risorse finanziarie. Nel caso in cui i portafogli di Af e Pf dei settori hanno composizioni fra loro incompatibili, ad esempio le Af preferite dalle unità in surplus (famiglie) sono a breve termine mentre la domanda di fondi (Pf) dei prenditori (imprese) è prevalentemente a lungo termine, il trasferimento delle risorse non può avvenire in modo diretto con l’emissione di uno strumento finanziario da parte delle imprese da collocare presso le famiglie. Avviene allora quella che è definita trasformazione delle risorse finanziarie, che può fare riferimento a diverse funzioni dei sistemi finanziari:
trasformazione delle scadenze, che serve per risolvere l’incompatibilità di preferenze delle unità in surplus e quelle in deficit.
trasformazione dei rischi, generata dal fatto che le unità in surplus non sono necessariamente disponibili a investire in strumenti finanziari emessi direttamente dalle unità in deficit (un tale investimento comporta infatti l’assunzione diretta del rischio dell’emittente –ad es. un’impresa-, cioè, del rischio associato al suo andamento economico e quindi alla sua capacità di rimborso)
La presenza degli intermediari finanziari riduce questa difficoltà: il risparmiatore investendo in uno strumento finanziario emesso dall’intermediario “trasforma” il rischio cui è esposto. Infatti lo strumento sottoscritto rappresenterà un dato portafoglio di Af (un insieme di strumenti finanziari emessi da una pluralità di unità in deficit) e ciò normalmente è il presupposto per ridurre il rischio assunto dall’investitore.

Circuiti diretti e circuiti indiretti. Il trasferimento delle risorse dalle unità in surplus a quelle in deficit, può avvenire attraverso un:
* circuito finanziario diretto, cioè attraverso strumenti finanziari che rappresentano un rapporto contrattuale tra l’investitore (datore di fondi) e l’emittente (prenditore di fondi)
* circuito indiretto, cioè l’inserimento tra le unità finali di uno o più intermediari

di Alessia Chiovaro
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