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Faysal e la costituzione di una comunità di Stati islamici – Reinhard Schulze

Nell’agosto 1967, nel corso della Conferenza di Khartum, Faysal tratteggiò l’immagine di un paese vincitore sul piano morale. Nel riconoscimento di Nasser della supremazia saudita, il centro di potere del mondo arabo si era definitivamente spostato dall’Egitto all’Arabia. Faysal puntava ora a salvaguardarne l’egemonia attraverso la costituzione di una comunità di Stati islamici.

I risultati della campagna saudita si fecero già sentire nell’estate del 1969, durante i disordini studenteschi, quando i Fratelli musulmani ingaggiarono una dura battaglia contro le istanze comuniste e socialiste. Dal momento che il regime continuava a intrattenere strette relazioni economiche con i paesi del blocco orientale, il movimento di opposizione prese indirettamente di mira anche il regime egiziano. Già dopo la disfatta egiziana nella guerra dei Sei giorni, si erano levati voci che attribuivano al nazionalismo arabo la colpa della perdita di Gerusalemme. Con l’adesione del Fatah all’Olp e l’elezione di Arafat a presidente dell’Olp, si chiuse definitivamente l’egemonia egiziana sul movimento nazionale palestinese.
di Domenico Valenza
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