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Filippo Baldinucci: Notizie de' Professori

Il più importante rappresentante per Firenze, unica città ancora in grado di rivaleggiare con Roma, soprattutto per la presenza del Giambologna.
Il suo lavoro principale è Notizie de' Professori del disegno, pubblicate dal 1681 al 1728, in parte dunque postume poiché Baldinucci muore nel 1696. Il titolo sembra voler mostrare la sua piena adesione al canone vasariano, ma non possiede la medesima rigidità architettonica. È un'opera ordinata annalisticamente, per secoli e decennali, con una trama cronologica puramente esteriore e talvolta forzata. Ma Baldinucci vuole esplicitamente continuare il progetto di Vasari rinnovandolo con una base più moderna. È la prima storia universale dell'arte figurativa in Europa, scritta secondo uno stile impeccabile che gli varrà anche l'annoveramento tra i testi di lingua della Crusca. Questa storia universale è però spesso contaminata dall'innata tradizione umanistica dell'individualismo, con singole descrizioni empirico – biografiche conformi alla tradizione rinascimentale. Baldinucci non è artista come Vasari; ci offre la tipica immagine del letterato che si occupa d'arte, un po' come Michiel. Riunisce documenti e manoscritti in grande quantità e ciò lo avvicina a ciò che oggi considereremmo un moderno storico dell'arte. Scrittore fecondissimo, il Baldinucci fonda il suo lavoro prevalentemente sull'osservazione di testi antichi; avendo dinanzi a sé una immensa quantità di carta stampata, però, tralascerà spesso di affacciarsi sulla valle dell'arte vera e propria. Ciononostante dimostra più di una volta grande competenza artistica. La critica del Vasari è quasi il presupposto del suo lavoro. Valore di fonte diretta hanno naturalmente le sue notizie sui contemporanei fiorentini e a lui dobbiamo la più accurata biografia del Bernini, oltre alla primissime notizie su una tecnica importante, quella dell'incisione in rame e dell'acquaforte, che allora appena sorgeva come disciplina autonoma. Mostra grande internazionalismo, lodando ampiamente il Durer e il Rembrandt.
Altro scritto del Baldinucci che dovremmo considerare è il Vocabolario Toscano dell'arte del disegno, pubblicato nel 1681, primo tentativo di fondazione di un lessico del linguaggio artistico secondo lo spirito dei puristi della Crusca.
Cristina di Svezia gli commissionò una biografia di Bernini, apparsa nel 1682. Compie un lavoro importantissimo e documentato, portando a termine il compito con piena obiettività storico – artistica. Altre biografie del Bernini sono quelle del figlio Domenico (scambiato per prelato; in realtà lui stesso dice di essere un bravo padre di famiglia) e quella contenuta nel diario di Sieur de Chantelou, uomo di cultura, amico di Poussin e cavaliere d'onore assegnato al Bernini durante il suo soggiorno parigino. Il suo diario è un documento importantissimo, scritto solo con l'immediata impressione del rapporto personale, che fissa in tutta la sua freschezza le manifestazioni di Bernini. Naturalmente va tenuto conto del fatto che si tratta di impressioni fugaci e che il manoscritto è passato tra le mani di un intermediario del Settentrione. Rimane comunque un documento unico nel suo genere.
L'autobiografia va ormai scomparendo. Ricordiamo solo il diario di Rosalba Carriera, pittrice di moda ma di scarsa importanza.

di Gherardo Fabretti
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