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Filodemo e la parresia



Peri parresias di Filodemo: è un filosofo epicureo che recatosi a roma diverrà consigliere di lucio pisone. Secondo Gigante la parresia è presentata da Filodemo come fosse una tekhnè. Si dice qui che il filosofo applica la parresia per il fatto che ragiona facendo congetture per mezzo di argomenti plausibili e senza rigidità. Aristotele dice che le arti congetturali procedono per argomenti verosimili e raggiungono verità verosimili, le arti metodiche portano a una meta certa per una via unica. L’uso del termine stokhazomenos (verbo congetturare) si riferisce forse all’esistenza di un'arte. Tale arte congetturale si fonderebbe sulla considerazione del kairos, la circostanza. Bisogna aver cura e scegliere i momenti giusti e i tempi giusti per rivolgersi ai discepoli. Parallelo con la pratica medica. La parresia come forma di soccorso=boètheia, è una terapeutica, e il sophos un medico. In forza del parlar franco gli allievi devon essere sollecitati a fare, incitati. La parresia deve passare poi agli allievi, che accrescano tra loro benevolenza e amicizia. Nei gruppi epicurei c’è il direttore. È l’esempio vivente, ed è come se mettesse l’allievo in presenza di epicuro. Dall’obbligo di riunirsi e parlare nei gruppi epicurei nascerà la confessione. Ma qui non ci si riconosce colpevoli, ma è una pratica nella quale il discepolo risponde con parresia alla parresia del maestro.  Aprendo l’anima e sollecitando così anche gli altri.

Tratto da ERMENEUTICA DEL SOGGETTO di Dario Gemini
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