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GESTIONE ESTERA

lo IAS 21 prevede che la moneta di presentazione del consolidato possa differire dalla valuta funzionale della capogruppo e delle consociate estere: può essere presentato quindi nella valuta funzionale della capogruppo, in una delle valute funzionali delle controllate o in una differente ancora. Nel primo caso tutti i bilanci delle gestioni estere con valuta funzionale diversa da quella della capogruppo (pari a quella di presentazione) devono essere convertiti nella moneta di presentazione; negli altri due casi anche il bilancio della capogruppo dovrà essere convertito. Le attività e le passività di tutti gli stati patrimoniali devono essere convertite al tasso di chiusura esistente alla data di ogni stato patrimoniale presentato; costi e ricavi di ogni conto economico vanno convertiti ai tassi di cambio alle date delle operazioni, o a un tasso di cambio medio se non ci son state significative oscillazioni. Tutte le differenze di cambio risultanti dalla conversione devono essere rilevate nel p.n. Il p.n. va diviso in due parti:
- p.n. alla data di acquisizione del controllo, che deve essere convertito al tasso di cambio esistente al momento di acquisizione del controllo;
- p.n. successivo all’acquisizione del controllo: capitale sociale e riserva sovrapprezzo al tasso al momento della sottoscrizione delle azioni; riserve di anni precedenti al tasso usato per la conversione dell’utile nell’anno in cui si è formato; distribuzione degli utili al tasso al momento della distribuzione degli stessi. Una differenza di cambio che si genera su un elemento monetario infragruppo non può essere eliminato a fronte di un corrispondente valore derivante da altri saldi infragruppo; tali differenze di cambio devono continuare a essere rilevate come ricavo o costo nel conto economico.
di Andrea Balla
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