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Gadda - Le donne e la degenerazione dell’ Eros nel fascismo

“Non nego che la Patria chieda alle femmine di adempiere il loro dover verso la Patria, che è, soprattutto, quello di lasciarsi fottere”18, scrive l’autore in Eros e Priapo.
E molto opportunamente Peter Hainsworth ne censura l’atteggiamento misogino: “Le donne possono avere un’anima, essere a loro modo intelligenti, essere ammirate e desiderate, ma il loro posto è in camera da letto e in cucina, la loro sessualità e la loro isteria hanno bisogno di stare strettamente sotto il controllo maschile”.19 Scrive ancora Hainsworth: ”Sotto il fascismo, la sessualità femminile era incoraggiata a non trovare soddisfazioni materiali e ordine, ma appagamenti fantastici e narcisistici, che potevano prendere la forma del deliquio in altisonanti astrazioni o in immaginari amplessi con lo stesso Mussolini”.20
Tutto questo per dimostrare quanta responsabilità per il consenso popolare ottenuto dal fascismo Gadda accolli alle donne, partecipi e succubi allo stesso tempo dell’esibita virilità di un narciso come il Duce. Il quale si pavoneggiava e acuiva i racconti eroici e stupefacenti sul suo conto, per accrescere la sua autostima e allo stesso tempo, sviluppare nelle donne un sentimento di invidia e di desiderio che aveva a che fare non più con la sfera politica (Logos), ma con la sfera erotica (Eros).
Eppure al fascismo l’insistenza sulla necessità di fare figli per la patria, non creò problemi né con le donne che infatti accolsero con favore la politica del regime, né con la religione ufficiale e con la Chiesa Cattolica.
di Nicola Di Turi
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